di Redazione

Dopo la chiusura per difficoltà economiche, WOW Spazio Fumetto prova a ripartire grazie a un’asta benefica organizzata da Finarte con Urania Casa d’Aste

Dopo quasi quindici anni di attività, WOW Spazio Fumetto ha dovuto interrompere il proprio percorso. Il museo milanese dedicato al fumetto, fondato nel 2011 dalla Fondazione Franco Fossati, ha chiuso lo scorso giugno a causa di un debito di 180mila euro nei confronti del Comune di Milano. Una notizia che ha colpito profondamente il mondo della cultura e dell’illustrazione, privando la città di un centro che nel tempo era diventato punto di riferimento nazionale per studiosi, autori e appassionati della nona arte.

Nel corso degli anni WOW aveva costruito un’identità solida attraverso mostre tematiche, incontri con disegnatori, attività didattiche e un importante lavoro di conservazione archivistica. La sospensione delle attività ha innescato una mobilitazione spontanea: petizioni, appelli e prese di posizione da parte di artisti e visitatori, con l’obiettivo di trovare una nuova sede che possa custodire e rilanciare il patrimonio accumulato.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa promossa da Finarte, in collaborazione con Urania Casa d’Aste. Il 27 febbraio sarà battuta un’asta benefica interamente dedicata al sostegno del museo. Oltre cento opere originali, donate direttamente dagli autori, andranno all’incanto con l’intento dichiarato di raccogliere fondi per accompagnare WOW in questa fase di transizione.

Come ha spiegato Daniele Gradella, responsabile del Dipartimento Fumetti di Finarte, l’obiettivo è coinvolgere l’intera comunità degli appassionati affinché il museo possa “rialzarsi più forte di prima”. Il messaggio è chiaro: il fumetto è patrimonio culturale da preservare e valorizzare, e la perdita di un’istituzione come WOW rappresenterebbe un impoverimento per tutto il settore.

Il catalogo riunisce alcuni tra i nomi più noti del fumetto italiano contemporaneo. Altan, Paolo Bacilieri, Sandro Dossi, Silvia Ziche e Zerocalcare figurano tra gli autori che hanno scelto di contribuire all’iniziativa. La Fondazione, coerentemente con la propria missione conservativa, non ha messo in vendita opere della collezione storica, preferendo contare sulla generosità degli artisti.

Tra i lotti di maggiore richiamo compaiono una tavola di Lupo Alberto firmata da Silver, un disegno di Tex realizzato da Pasquale Del Vecchio appositamente per il museo e un’opera di Zerocalcare tratta da Enciclopaedia Calcarea. Le stime, in molti casi contenute, puntano a rendere l’asta accessibile anche a collezionisti non abituali, favorendo una partecipazione ampia e trasversale. Prima della vendita, le opere saranno esposte nella sede milanese di Finarte, offrendo ai potenziali acquirenti l’occasione di visionarle da vicino.

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