di Redazione

L’escalation appare il risultato di una spirale ormai autonoma: attentati, rappresaglie, controffensive.Mosca ha chiesto un cessate il fuoco immediato, mentre l’Iran si è offerto come mediatore,

Il conflitto tra Pakistan e Afghanistan compie un salto pericoloso e rompe gli equilibri fragili della regione. I raid aerei lanciati da Islamabad contro Kabul, Kandahar e la provincia di Paktia segnano infatti una svolta: per la prima volta da mesi la tensione lungo il confine si trasforma in un confronto diretto tra Stati, con il rischio concreto di una guerra dichiarata.Dopo gli attacchi afghani contro postazioni pakistane avvenuti giovedì, le Forze armate di Islamabad hanno reagito colpendo obiettivi strategici anche nel cuore dell’Afghanistan. Poche ore dopo i bombardamenti, il ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif ha pronunciato parole che pesano come un ultimatum: «La pazienza è finita». E ha definito la situazione una vera «guerra aperta».

Accuse incrociate e guerra delle narrazioni

Islamabad accusa il governo talebano di Kabul di ospitare gruppi jihadisti responsabili di attentati sul territorio pakistano e di aver trasformato il Paese in una «colonia dell’India», evocando il tradizionale antagonismo con New Delhi, che respinge ogni coinvolgimento.Secondo le autorità pakistane, l’Afghanistan sarebbe diventato una retrovia per milizie estremiste e movimenti separatisti del Balochistan. Kabul ribatte con una versione diametralmente opposta: denuncia violazioni della sovranità nazionale e parla di civili uccisi nei bombardamenti, tra cui donne e bambini.Anche i numeri delle vittime raccontano una guerra parallela, quella della propaganda. Islamabad riferisce di perdite limitate tra i propri soldati; il ministero della Difesa afghano sostiene invece di aver ucciso decine di militari pakistani e distrutto basi e postazioni lungo il confine.

Dalla frontiera alle capitali

Il vero elemento di svolta non è soltanto la violenza degli scontri, ma la loro geografia. Per anni il confronto si era consumato nelle regioni montuose di confine, teatro di operazioni mirate contro gruppi armati. I bombardamenti su Kabul e Kandahar portano invece la guerra simbolicamente e militarmente dentro il territorio afghano.Nei giorni precedenti, Islamabad aveva già colpito presunti campi di addestramento legati al Tehrik-e-Taliban Pakistan e alla branca locale dello Stato islamico. Quei raid erano stati giustificati come risposta a una serie di attentati sanguinosi, tra cui un attacco suicida contro una moschea sciita nella capitale pakistana.L’escalation appare dunque il risultato di una spirale ormai autonoma: attentati, rappresaglie, controffensive.

Diplomazia in affanno

La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione. Mosca ha chiesto un cessate il fuoco immediato, mentre l’Iran si è offerto come mediatore, segnale di quanto la crisi venga percepita come destabilizzante per l’intera regione.Un conflitto aperto tra Pakistan e Afghanistan non sarebbe infatti una guerra locale. Coinvolgerebbe equilibri regionali delicatissimi, dalle rivalità indo-pakistane alla sicurezza dell’Asia centrale, fino alle rotte energetiche e ai movimenti jihadisti transnazionali

Dietro i bombardamenti non c’è soltanto una disputa di frontiera, ma il fallimento di un rapporto mai stabilizzato dopo il ritorno dei talebani al potere a Kabul. Il Pakistan, che per anni aveva cercato influenza sull’Afghanistan, si trova ora davanti a un vicino percepito come incontrollabile.Il rischio più grande è che la retorica della «guerra aperta» smetta di essere un linguaggio politico e diventi realtà strategica.

 

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L’articolo Si intensifica il conflitto Pakistan – Afghanistan. Raid aerei di Islamabad su Kabul, Kandahar e sulla regione di Paktia proviene da Associated Medias.