di Carlo Longo

Deposito in Parlamento della riforma della legge elettorale: sistema proporzionale con premio di governabilità e ballottaggio. Opposizioni all’attacco, Pd: “Irricevibile”

legge elettoraleIl centrodestra ha depositato in Parlamento il testo della nuova legge elettorale dopo un lungo vertice di maggioranza. Il provvedimento, composto da tre articoli e relativi allegati, punta a introdurre un sistema proporzionale con premio di governabilità, definito dai proponenti come uno strumento per garantire “stabilità e pluralismo”.

Il testo è stato sottoscritto dai capigruppo della coalizione e presentato sia alla Camera dei deputati sia al Senato della Repubblica.

Come funziona il nuovo sistema proporzionale

La riforma prevede collegi plurinominali e l’eliminazione dei collegi uninominali, salvo specifiche eccezioni per la tutela delle minoranze linguistiche. Non è previsto il voto di preferenza per la scelta dei candidati in lista.

Elemento centrale è il premio di governabilità: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla lista o coalizione che raggiunga il 40% dei voti. Se nessuna forza politica dovesse superare tale soglia, scatterebbe un turno di ballottaggio tra le due più votate, purché abbiano ottenuto almeno il 35% dei consensi.

Il meccanismo richiama alcuni aspetti dell’Italicum, ma senza preferenze, e con una struttura proporzionale integrata da un correttivo maggioritario.

Obbligatorio il nome del candidato premier

La proposta introduce inoltre l’obbligo di indicare, al momento della presentazione delle liste, il nominativo del candidato da proporre come presidente del Consiglio. La maggioranza lo presenta come un elemento di trasparenza verso gli elettori, pur nel rispetto delle prerogative costituzionali del presidente della Repubblica.

Ogni coalizione dovrà quindi depositare, insieme al programma, un unico nome per l’incarico di governo.

Le critiche delle opposizioni

Le reazioni delle opposizioni sono state immediate. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito il testo “irricevibile”, parlando di un sistema potenzialmente distorsivo della rappresentanza.

Secondo Schlein, il premio di governabilità rischierebbe di alterare gli equilibri istituzionali, consentendo alla forza vincente di incidere in modo determinante anche sull’elezione del presidente della Repubblica.

Critiche anche da Italia Viva con Matteo Renzi, che ha accusato il governo di occuparsi di legge elettorale invece che delle priorità economiche. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha parlato di un tentativo di distrarre l’opinione pubblica.

Dall’area di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno collegato l’accelerazione sul testo alla fase referendaria in corso, mentre +Europa, con Riccardo Magi, ha espresso forte contrarietà al progetto.

La replica della maggioranza

Nella premessa del testo, la maggioranza sottolinea che la riforma mira a rafforzare la capacità del sistema di esprimere maggioranze parlamentari riconoscibili e stabili, in linea con i principi indicati dalla Corte costituzionale.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato di non aver seguito direttamente la stesura, affidata a Roberto Calderoli e altri esponenti, ma di ritenere necessario un sistema che garantisca stabilità.

Un nuovo scontro politico all’orizzonte

La proposta di riforma della legge elettorale apre un nuovo fronte di confronto tra maggioranza e opposizioni. Il dibattito si intreccia con il clima politico segnato dal referendum e dalle tensioni interne ai partiti.

Il percorso parlamentare si annuncia lungo e complesso, con possibili modifiche in commissione e in Aula. La legge elettorale torna così al centro del confronto politico italiano, tra esigenze di governabilità e tutela della rappresentanza.

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