di Emilia Morelli
Hillary Clinton ascoltata a porte chiuse dalla commissione del Congresso sul caso Jeffrey Epstein. Attesa per la testimonianza di Bill Clinton e nuove polemiche politiche
È il giorno di Hillary Clinton davanti al Congresso degli Stati Uniti. L’ex segretaria di Stato ha testimoniato a porte chiuse davanti a una commissione che indaga su Jeffrey Epstein, il finanziere morto in carcere nel 2019 e al centro di uno dei più gravi scandali della storia recente americana.
Nella sua dichiarazione iniziale, Clinton ha negato qualsiasi coinvolgimento: «Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini. Non sono mai salita sul suo aereo né sono stata nella sua casa». L’ex first lady ha aggiunto di essere “inorridita” dalle accuse di traffico di esseri umani.
L’appello per una testimonianza di Trump e Musk
Nel corso dell’audizione, Hillary Clinton ha sollecitato la commissione a convocare sotto giuramento anche l’ex presidente Donald Trump e il miliardario Elon Musk.
Secondo Clinton, una commissione realmente trasparente dovrebbe chiedere conto direttamente a chi compare nei file desecretati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Tra i documenti pubblicati figurerebbe un’email del 2012 in cui Musk chiedeva a Epstein informazioni su una presunta “festa sull’isola”.
L’audizione è stata temporaneamente sospesa dopo la diffusione sui social di una foto della testimonianza, pubblicata dal commentatore conservatore Benny Johnson.
Attesa per Bill Clinton e tensione politica
Domani è prevista la testimonianza di Bill Clinton, più volte fotografato in compagnia di Epstein e presente su alcuni voli del cosiddetto “Lolita Express”. L’ex presidente ha sempre negato illeciti, pur ammettendo di aver viaggiato a bordo del jet privato del finanziere.
I repubblicani puntano a trasformare l’ex coppia presidenziale nel simbolo dello scandalo, mentre i democratici accusano i conservatori di voler distogliere l’attenzione dalla Casa Bianca. Parte dei file è stata resa pubblica, mentre altre sezioni risultano oscurate, alimentando polemiche su presunti tentativi di insabbiamento.
Dimissioni al World Economic Forum
Le ripercussioni del caso Epstein toccano anche il mondo internazionale. Børge Brende ha annunciato le dimissioni dalla guida del World Economic Forum, poche settimane dopo l’avvio di un’indagine interna sui suoi rapporti con Epstein.
Secondo quanto riportato da Reuters, Brende avrebbe partecipato a tre cene di lavoro con il finanziere e intrattenuto comunicazioni via email e sms. Il Consiglio di amministrazione del Forum ha avviato il processo per individuare un successore.
Altri nomi nei file: da Jagland a Stephen Hawking
Tra i nomi circolati nelle ultime ore figura anche Thorbjørn Jagland, ex premier norvegese, oggetto di notizie non confermate su un ricovero ospedaliero in un contesto di indagini nel suo Paese.
Nei milioni di documenti desecretati compare inoltre una fotografia del fisico britannico Stephen Hawking, scattata nel 2006 durante un simposio scientifico alle Isole Vergini. L’immagine, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, non dimostrerebbe alcun illecito ma ha alimentato ulteriore clamore mediatico.
Tra le personalità citate nei file figura anche Larry Summers, ex ministro del Tesoro e già presidente di Harvard, che ha annunciato di aver lasciato l’insegnamento dopo la pubblicazione di sue comunicazioni con Epstein.
Un’inchiesta destinata a pesare sulla politica americana
Le audizioni si svolgono a porte chiuse ma verranno registrate, con la prospettiva di una futura pubblicazione dei filmati. Il caso continua a scuotere l’opinione pubblica americana e internazionale, intrecciando politica, finanza e istituzioni.
Le prossime testimonianze e l’eventuale desecretazione di nuovi documenti potrebbero avere conseguenze significative sugli equilibri politici negli Stati Uniti, in un clima già fortemente polarizzato.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
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