di Redazione
Tra i momenti più pop della serata, l’incontro tra i due Sandokan televisivi Can Yaman e Kabir Bed
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si è aperta con un omaggio al grande Pippo Baudo, icona indiscussa della televisione italiana, e si è chiusa con la classifica provvisoria dei Big, annunciata da Carlo Conti insieme a Laura Pausini e al co-conduttore Can Yaman: Arisa con Magica Favola, Fulminacci con Stupida Sfortuna, Serena Brancale con Qui con me, Ditonellapiaga con Che Fastidio! e Fedez & Masini con Male Necessario, in ordine casuale.
Sul palco si sono succeduti tutti i 30 Big, alternando interpretazioni musicali, momenti di spettacolo e riferimenti alla storia della musica italiana. Dall’esibizione di Olly, vincitore dell’edizione precedente, alla performance di Ermal Meta, che ha dedicato il suo brano ai bambini palestinesi, la serata ha saputo coniugare intrattenimento e sensibilità sociale. La presenza di Tiziano Ferro, per celebrare i 25 anni di Xdono, insieme a Max Pezzali e Gaia, ha aggiunto un tocco di nostalgia e continuità, sottolineando come Sanremo resti un punto di riferimento generazionale e culturale.
Uno dei momenti più pop è stato l’incontro tra Can Yaman e Kabir Bedi, interpreti di due generazioni di Sandokan, che ha trasformato il palco in un simbolico passaggio di testimone, fra memoria televisiva e reinterpretazione contemporanea. A rafforzare il legame tra spettacolo e storia, la presenza della signora Gianna Pratesi, 105 anni, tra le prime donne a votare in Italia, ha ricordato il ruolo del festival come luogo di condivisione collettiva e memoria culturale.
Il festival ha mostrato la capacità di Sanremo di intrecciare musica, intrattenimento e riflessione sociale. Momenti come gli omaggi a Beppe Vessicchio o l’attenzione ai temi civili si alternano alle esibizioni più leggere, creando un equilibrio fra emozione e spettacolo. La top 5 provvisoria indica un mix di artisti affermati e nuove proposte, confermando come qualità interpretativa, originalità e capacità di coinvolgere il pubblico restino criteri determinanti per emergere.
Anche le performance fuori dall’Ariston, come quelle di Gaia e Max Pezzali, hanno mostrato come il festival possa irradiare la sua energia oltre le mura del teatro, trasformando la città in un grande palcoscenico diffuso. In questa prima serata, Sanremo 2026 ha dimostrato ancora una volta la sua funzione di catalizzatore culturale, capace di generare emozione, conversazione e memoria condivisa, senza perdere la leggerezza e il fascino che da sempre lo caratterizzano.
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