di Carlo Longo

Dmitry Medvedev avverte: se Regno Unito e Francia trasferissero tecnologia nucleare a Kiev, Mosca potrebbe rispondere con armi nucleari, anche contro i Paesi coinvolti

medvedevNuove tensioni sul fronte russo-ucraino dopo le dichiarazioni di Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Russia.

Commentando presunte informazioni diffuse dall’intelligence russa su un possibile trasferimento di tecnologie nucleari da parte di Regno Unito e Francia all’Ucraina, Medvedev ha parlato di “cambiamento radicale della situazione”.

Secondo l’esponente russo, un eventuale passaggio di componenti o know-how nucleare a Kiev equivarrebbe a un coinvolgimento diretto nel conflitto.

“Risposta simmetrica”: l’ipotesi dell’uso di armi nucleari

Nel suo intervento sul canale social Max, Medvedev ha sostenuto che, in caso di conferma di tali sviluppi, Mosca sarebbe “costretta” a utilizzare qualsiasi tipo di arma nucleare, incluse quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina ritenuti una minaccia.

Ha inoltre affermato che la risposta potrebbe estendersi anche ai Paesi fornitori, considerati “complici” in un eventuale conflitto nucleare con la Russia. Si tratterebbe, secondo le sue parole, di una “risposta simmetrica” cui la Federazione Russa avrebbe diritto.

Scenario internazionale e tensione crescente

Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione geopolitica. Al momento non risultano conferme ufficiali da parte di Londra o Parigi circa il trasferimento di tecnologie nucleari a Kiev.

Il tema del coinvolgimento diretto delle potenze occidentali nel conflitto resta altamente sensibile, soprattutto in relazione alla deterrenza nucleare e agli equilibri strategici globali.

Le parole di Medvedev contribuiscono ad alimentare un clima già segnato da escalation verbali e minacce reciproche, in un contesto in cui la comunità internazionale continua a monitorare con attenzione ogni sviluppo.

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