di Ennio Bassi
Peter Mandelson è stato fermato lunedì pomeriggio nella sua abitazione londinese e rilasciato in serata. L’ex ministro laburista è indagato per presunte irregolarità nell’esercizio di una funzione pubblica legate ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein
Peter Mandelson è stato rilasciato poche ore dopo l’arresto avvenuto lunedì pomeriggio nella sua casa di Londra. L’ex esponente di punta del Partito Laburista britannico, tra i protagonisti della stagione del “New Labour”, era stato fermato nell’ambito dell’inchiesta sui suoi rapporti con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein. Le autorità lo sospettano di possibili irregolarità nell’esercizio di una funzione pubblica; in serata è tornato in libertà, mentre le indagini proseguono.
La vicenda si inserisce nel filone delle rivelazioni contenute nei cosiddetti “Epstein files”, una serie di documenti emersi nelle ultime settimane che gettano nuova luce sulla rete di relazioni politiche e finanziarie costruita da Epstein prima della sua morte nel 2019, avvenuta in carcere mentre era detenuto per reati sessuali su minori.
I documenti riguarderebbero in particolare il periodo tra il 2008 e il 2010, quando Mandelson ricopriva l’incarico di ministro del Commercio nel governo laburista guidato da Gordon Brown, ruolo che lo collocava ai vertici dell’esecutivo. Secondo le informazioni trapelate, Epstein avrebbe versato a Mandelson e al marito, Reinaldo Avila da Silva, somme per decine di migliaia di dollari in cambio di informazioni finanziarie riservate, tra cui dettagli su iniziative europee di sostegno all’euro durante la crisi del debito sovrano. Accuse che, se confermate, configurerebbero un uso improprio di notizie sensibili.
Il rapporto tra Mandelson ed Epstein era noto da tempo, ma le rivelazioni più recenti hanno aggravato la sua posizione pubblica. Nel 2024 Mandelson era stato nominato ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti dal primo ministro Keir Starmer, incarico dal quale fu rimosso pochi mesi dopo, quando emersero i primi documenti contenenti scambi di messaggi dal tono confidenziale con Epstein. Successivamente si era dimesso dal Partito Laburista e dalla Camera dei Lord.
Lo scandalo ha avuto un impatto politico rilevante. L’opposizione ha accusato il governo di aver minimizzato i legami tra Mandelson ed Epstein. In Parlamento, Starmer ha riconosciuto che lui e altri membri dell’esecutivo erano a conoscenza dell’amicizia tra i due, ma ha sostenuto di non essere stato informato sulla natura dei rapporti. Il premier ha affermato che Mandelson avrebbe mentito «ripetutamente» sulla questione, scusandosi per la nomina diplomatica e dichiarando che, con le informazioni oggi disponibili, non gli avrebbe mai affidato un incarico governativo.
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