di Ennio Bassi

Pechino invita Washington a eliminare le tariffe unilaterali annunciate da Donald Trump, dopo che la Corte Suprema ha respinto diverse misure. Il governo cinese annuncia una valutazione sull’impatto della sentenza e promette di tutelare i propri interessi commerciali

La Cina sollecita gli Stati Uniti a fare marcia indietro sui dazi unilaterali annunciati dall’amministrazione Trump, all’indomani della decisione della Corte Suprema che ha respinto una parte significativa delle misure proposte.

Il ministero del Commercio di Pechino ha reso noto di aver avviato una “valutazione completa” delle conseguenze della sentenza, invitando al contempo Washington a ritirare le tariffe imposte ai partner commerciali. In una nota ufficiale, il dicastero ha ribadito la posizione cinese: “Non ci sono vincitori in una guerra commerciale e il protezionismo non conduce a risultati positivi”.

Secondo quanto annunciato dagli Stati Uniti, i nuovi dazi globali del 15% dovrebbero entrare in vigore a partire da domani e restare attivi per 150 giorni, pur con alcune esenzioni merceologiche. Una misura che Pechino osserva con attenzione, soprattutto alla luce di possibili iniziative alternative allo studio di Washington.

Il ministero degli Esteri cinese ha infatti sottolineato di seguire con “grande attenzione” eventuali nuove mosse statunitensi, comprese indagini commerciali che potrebbero tradursi in ulteriori restrizioni tariffarie. “Gli Stati Uniti stanno valutando strumenti alternativi per mantenere l’aumento dei dazi sui partner commerciali. La Cina continuerà a monitorare la situazione e a difendere con determinazione i propri interessi”, si legge nella dichiarazione.

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