di Corinna Pindaro
Peter Mandelson arrestato a Londra nell’ambito degli Epstein Files. L’ex ambasciatore e ministro laburista è accusato di aver condiviso documenti riservati con Jeffrey Epstein
Gli sviluppi legati agli Epstein Files travolgono un’altra figura di primo piano della politica britannica. In serata è stato arrestato Peter Mandelson, ex ambasciatore del Regno Unito a Washington ed ex ministro laburista.
Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, agenti in borghese lo hanno prelevato dalla sua abitazione nel quartiere di Camden, a Londra. L’ipotesi investigativa sarebbe analoga a quella contestata ad altre figure coinvolte nel caso: la presunta condivisione di documenti governativi riservati con Jeffrey Epstein.
Dalle email segrete al licenziamento da ambasciatore
Figura centrale del New Labour e stretto collaboratore di Tony Blair, Mandelson è stato uno degli architetti della vittoria elettorale del 1997. La sua carriera ha però subito un duro colpo nel 2025, quando, nominato ambasciatore a Washington dal premier Keir Starmer, è stato rimosso dall’incarico pochi mesi dopo.
Alla base del licenziamento vi sarebbero email emerse dagli Epstein Files, pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, nelle quali Mandelson mostrerebbe un rapporto molto stretto con Epstein. I messaggi suggerirebbero la trasmissione di informazioni sensibili quando ricopriva incarichi di governo durante l’esecutivo guidato da Gordon Brown.
Le accuse: documenti riservati e presunta attività di lobbying
Le carte diffuse negli Stati Uniti delineano uno scenario delicato. Mandelson, che all’epoca era ministro del Commercio e dello Sviluppo economico, avrebbe condiviso comunicazioni interne di Downing Street e informazioni strategiche su operazioni economiche di rilievo.
Tra gli episodi contestati figurano presunte anticipazioni su un piano di salvataggio da 500 miliardi destinato a sostenere l’eurozona, oltre a riferimenti a una possibile revisione fiscale favorevole agli istituti finanziari. In alcune email si citerebbe anche JP Morgan, di cui Epstein era consulente.
Secondo gli atti, Mandelson e il marito avrebbero inoltre ricevuto somme rilevanti da Epstein. L’ex ministro ha sempre negato irregolarità, sostenendo di non aver mai avuto consapevolezza di attività illegali dell’imprenditore americano.
Un terremoto politico per il Labour
L’arresto del cosiddetto “principe delle tenebre” rappresenta un passaggio critico per il Partito Laburista e per l’immagine delle istituzioni britanniche. Dopo le polemiche che hanno coinvolto Prince Andrew, il nuovo capitolo giudiziario amplia il perimetro dello scandalo.
Le indagini sono ancora in corso e sarà la magistratura a stabilire eventuali responsabilità penali. Tuttavia, sul piano politico, l’effetto è già evidente: il caso riapre interrogativi sulla trasparenza, sui conflitti di interesse e sulle relazioni intrattenute da esponenti di governo con Epstein anche dopo la sua condanna nel 2008.
Il Regno Unito si trova così ad affrontare una delle crisi reputazionali più complesse degli ultimi anni, con possibili ripercussioni sia interne sia internazionali.
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