di Redazione
Senza un deciso aumento della produttività, ha avvertito, il rischio è quello di un rallentamento della crescita. L’intervento all’Assiom Forex.
“La crescita economica italiana non può più basarsi su salari contenuti e aumento dell’occupazione”. È il monito lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo all’Assiom Forex, dove ha delineato le principali sfide strutturali dell’economia nazionale ed europea.
Secondo Panetta, i progressi registrati dal Pil negli ultimi anni rappresentano un segnale positivo ma non sufficiente a garantire uno sviluppo stabile e duraturo. Un modello fondato su lavoro a basso costo, ha spiegato, non è sostenibile nel lungo periodo, soprattutto alla luce delle tendenze demografiche che caratterizzano l’Italia. Senza un deciso aumento della produttività, ha avvertito, il rischio è quello di un rallentamento della crescita.
Il governatore ha comunque evidenziato la solidità del sistema bancario italiano, definendolo un elemento di stabilità per il Paese. Alle banche ha però rivolto un invito chiaro: la prudenza nella gestione dei rischi non deve trasformarsi in eccessiva cautela capace di frenare progetti imprenditoriali validi. La ripresa dei finanziamenti alle imprese, sostenuta dal ritorno degli investimenti, dovrà proseguire soprattutto a favore dell’innovazione e della diffusione delle tecnologie digitali, considerate leve decisive per lo sviluppo economico.
Ampio spazio anche al contesto internazionale. Per Panetta il commercio globale sta attraversando una fase di trasformazione e un ritorno agli equilibri del passato appare irrealistico. In questo scenario risultano positivi gli accordi commerciali siglati dall’Unione europea con Mercosur e India, mentre sarebbe un errore rinunciare al sistema multilaterale che, pur con limiti e squilibri, ha garantito per decenni espansione degli scambi e crescita globale.
Sul fronte della politica monetaria, il governatore ha ribadito la necessità di un approccio flessibile da parte della Banca centrale europea, basato su una valutazione complessiva dei dati economici. Il calo dell’inflazione all’1,7% registrato a gennaio non modifica il quadro di medio periodo, ma indica dinamiche da monitorare, anche alla luce degli effetti disinflazionistici legati alla concorrenza cinese sui prezzi dei beni. Infine, Panetta ha richiamato l’Europa — e in particolare l’Italia — al realismo sulle catene di approvvigionamento strategiche: l’autosufficienza nei materiali critici necessari per innovazione digitale e intelligenza artificiale non è raggiungibile nel breve periodo, poiché gran parte della produzione resta concentrata in Cina.
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