di Redazione
La partnership tra Arthemisia e Fondazione Terzo Pilastro consolida il rilancio del museo romano e prepara l’arrivo di Robert Doisneau

Si chiude con oltre 40mila visitatori in tre mesi la mostra Vivian Maier. The Exhibition al Museo del Genio di Roma. Un risultato che segna il primo vero banco di prova per la sede riaperta e rilanciata negli ultimi mesi, e che restituisce l’immagine di uno spazio capace di intercettare un pubblico ampio e trasversale: appassionati di fotografia, turisti, scuole, famiglie e gruppi organizzati.
Il dato non era scontato, soprattutto per un museo rimasto a lungo fuori dai principali circuiti culturali della città. È su questo punto che insiste Iole Siena, Presidente di Arthemisia, società che gestisce il Museo del Genio: «Siamo particolarmente felici di questo risultato – dichiara Iole Siena, Presidente di Arthemisia, azienda che gestisce il Museo del Genio – che non era affatto scontato. Il Museo del Genio, luogo straordinario, era di fatto sconosciuto, e portarvi tante persone è stata una sfida importante, fortunatamente riuscita. Sono grata all’Esercito Italiano e a Difesa Servizi per la bella opportunità che hanno dato a noi ma soprattutto alla Città di Roma».
Il progetto di rilancio si fonda su una partnership tra soggetti pubblici e privati, con la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale come main partner. Per Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione, il successo della mostra su Maier va letto proprio in questa prospettiva: «Il lusinghiero risultato raggiunto dal Museo del Genio non era scontato. La nostra partnership con Arthemisia in questo importante progetto aveva come scopo non soltanto quello di gestire uno spazio, ma di costruire un’identità per un luogo che, seppur meraviglioso, era rimasto fuori dai circuiti principali. Portare flussi costanti di visitatori in un museo ‘di nicchia’ è stata una sfida, possibile solo grazie al supporto di Difesa Servizi e dell’Esercito, e dimostra come la cooperazione pubblico-privato possa valorizzare il patrimonio statale rendendolo finalmente accessibile e vivo per l’intera comunità».

La mostra dedicata alla fotografa americana, prodotta e organizzata da Arthemisia da un progetto di Vertigo Syndrome in collaborazione con diChroma photography, nasce da un’iniziativa del Ministero della Difesa, dell’Esercito Italiano e di Difesa Servizi. Il calendario è stato arricchito da visite guidate ed eventi collaterali, contribuendo a consolidare la nuova identità del museo.
Archiviata l’esperienza Maier, il Museo del Genio guarda ora al prossimo appuntamento: dal 5 marzo 2026 aprirà una grande retrospettiva dedicata a Robert Doisneau, con oltre 140 scatti che ripercorrono l’intera carriera del fotografo francese. La scelta si inserisce nel programma con cui il museo intende celebrare i 200 anni della fotografia e assume un valore simbolico nell’anno del 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma. Dopo l’avvio segnato dal successo di pubblico, la sfida ora è consolidare il risultato, confermando il Museo del Genio come spazio stabile nel panorama culturale romano e punto di riferimento per la fotografia internazionale.
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