di Carlo Longo
Il governo approva due decreti: fondi e misure urgenti per Calabria, Sardegna, Sicilia e la frana di Niscemi; poi un pacchetto contro il caro energia per famiglie e imprese. Ok anche su fisco e autonomia
Il Consiglio dei ministri del 18 febbraio, convocato alle 16.17 a Palazzo Chigi e presieduto da Giorgia Meloni, ha messo sul tavolo due dossier che in queste settimane pesano più di tutti: l’emergenza maltempo al Sud e nelle isole, con la frana di Niscemi, e il caro energia che continua a mordere famiglie e imprese.
Il risultato è un doppio decreto-legge: uno dedicato alla gestione dell’ondata di eventi meteo estremi iniziata il 18 gennaio (Calabria, Sardegna e Sicilia) con un capitolo specifico su Niscemi; l’altro pensato per abbassare i costi di luce e gas e sbloccare nodi strutturali della rete elettrica, inclusa la corsa ai data center.
Maltempo e frane: oltre 700 milioni nel decreto, totale risorse a 1,2 miliardi
Sul fronte dell’emergenza “ciclone Harry” e delle conseguenze sul territorio, il governo approva un decreto che mobilita risorse per oltre 700 milioni. A questo si aggiunge una delibera di Protezione civile che stanzia altri 400 milioni, dopo i 100 milioni già messi a disposizione il 29 gennaio. Tradotto: dall’inizio dell’emergenza le risorse complessive superano 1,2 miliardi di euro.
L’obiettivo è duplice: assistenza immediata alle popolazioni e ripristino di servizi essenziali e infrastrutture di rete, dalla viabilità alle reti idriche ed energetiche.
Contributi a famiglie e imprese e stop (temporaneo) a tasse e contributi
Il decreto mette nero su bianco le procedure per riconoscere contributi a privati e imprese colpiti dai danni: edifici, beni mobili e attività economiche.
Arriva anche la sospensione dei termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi, compresi i premi dell’assicurazione obbligatoria, per residenti e aziende che operano nei comuni inseriti nei provvedimenti della Protezione civile.
Niscemi: corsia preferenziale per appalti e gestione commissariale
Capitolo a parte per la frana di Niscemi: il Cdm introduce misure straordinarie per mettere in sicurezza e consolidare il versante, accelerando le procedure di appalto per le opere di pubblica utilità. Prevista anche una gestione commissariale delle attività di ripristino e un rafforzamento dei poteri dei commissari delegati, dalla somma urgenza alla gestione delle macerie, fino al ripristino di infrastrutture strategiche e rete viaria.
Deroga per le PMI: contributi anche senza polizza, ma con una condizione
C’è un passaggio pensato per le imprese più piccole: per PMI, micro e medie aziende danneggiate non scatterà temporaneamente l’esclusione dai contributi legata alla mancata stipula di polizze contro le calamità. Ma a una condizione: la polizza dovrà essere sottoscritta entro 60 giorni dall’incasso del contributo statale.
Decreto energia: bonus rafforzati e nuovi sconti in bolletta
Secondo pilastro della seduta: il decreto per ridurre il costo di elettricità e gas, con misure che toccano sia le famiglie sia le imprese, oltre a interventi su decarbonizzazione e infrastruttura energetica.
Per le famiglie vulnerabili già beneficiarie del bonus sociale elettrico arriva un contributo aggiuntivo di 115 euro l’anno: sommato ai 200 euro già previsti, porta il beneficio complessivo a 315 euro annui.
Per chi non ha il bonus sociale ma ha un ISEE sotto i 25mila euro, il decreto introduce un contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica. La particolarità è il meccanismo: viene riconosciuto su base volontaria dalle aziende venditrici di energia, che ricevono una “attestazione” utilizzabile anche a fini commerciali.
Imprese: sconti, PPA per le PMI e interventi su gas e rinnovabili
Sul fronte aziende, il Cdm mette in campo un pacchetto di contributi in bolletta con stanziamenti pluriennali e un secondo intervento da 850 milioni legato agli oneri di sistema. L’idea è ridurre il costo dell’energia elettrica su larga scala.
Spinta anche ai contratti di lungo periodo di energia rinnovabile (PPA), soprattutto per le PMI: il governo incentiva l’aggregazione della domanda tramite associazioni di categoria e soggetti territoriali, con il GSE nel ruolo di “garante di ultima istanza” per soggetti qualificati. L’obiettivo dichiarato è disaccoppiare, almeno in parte, il prezzo dell’elettricità da quello del gas.
Nel decreto entrano anche misure su impianti rinnovabili a fine incentivazione, opzioni per gli impianti fotovoltaici “Conti Energia”, valorizzazione del gas stoccato, semplificazioni sul “gas release” e tutele per i settori industriali energivori, con un occhio alla decarbonizzazione (biometano) e ai costi ETS.
Rete elettrica e data center: sblocco connessioni e iter più rapido
Due i nodi strutturali che il governo prova a sciogliere: i data center e la “saturazione virtuale” della rete elettrica. Per i data center viene semplificato e accelerato l’iter autorizzativo con un procedimento unico (competenza alle Regioni fino a 300 MW, sopra i 300 MW al Mase).
Sulla saturazione virtuale, l’obiettivo è liberare capacità rimasta “bloccata” da richieste di connessione che non si sono mai trasformate in impianti reali: priorità alle richieste già autorizzate o abilitate e nuove procedure periodiche per assegnare slot di rete disponibili.
Non solo emergenze: fisco, disabilità e autonomia differenziata
Oltre ai due decreti, il Cdm dà il via libera in esame preliminare al testo unico sulle imposte sui redditi: un’operazione di riordino che mette in un unico corpo norme e modifiche stratificate negli anni.
Ok anche alle correzioni sul Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità: più poteri di vigilanza, possibilità di visite e monitoraggi nelle strutture, e pareri obbligatori (ma non vincolanti) su provvedimenti che impattano direttamente sui diritti.
Infine, semaforo verde agli schemi di intesa preliminare per l’autonomia differenziata con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Le intese dureranno dieci anni, con monitoraggio annuale, e ora passeranno alla Conferenza Unificata e poi alle Camere.
Date delle comunali: si vota il 24-25 maggio, ballottaggi a giugno
Il ministro dell’Interno Piantedosi ha comunicato le date delle amministrative: 24 e 25 maggio 2026 per 626 comuni delle regioni a statuto ordinario, compresi 15 capoluoghi. Eventuali ballottaggi il 7 e 8 giugno.
Bacchelli e nomine
Il governo ha anche deliberato la concessione dell’assegno vitalizio della legge Bacchelli al poeta Elio Pecora e approvato alcune nomine ai vertici della pubblica sicurezza e della polizia penitenziaria.
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