di Redazione
Il governo giapponese chiede al Parlamento di affrontare con urgenza il nodo della successione imperiale, alla luce del numero sempre più ridotto di eredi maschi
Il governo giapponese torna a sollecitare un intervento legislativo sulla successione al trono, definendo la questione una priorità istituzionale non più rinviabile. Al centro del dibattito vi è la progressiva riduzione dei membri maschi della famiglia imperiale, unico requisito attualmente previsto dalla legge per accedere al Trono del Crisantemo.
Il capo di gabinetto Yoshimasa Kihara ha sottolineato in conferenza stampa che la stabilità della linea ereditaria e il mantenimento di un numero adeguato di membri della casa imperiale rappresentano “questioni essenziali per lo Stato”. L’esecutivo auspica che la Dieta, il Parlamento giapponese, riesca a compiere passi concreti nella nuova sessione straordinaria convocata per il 18 febbraio.
Il confronto politico, avviato già nella precedente sessione ordinaria sotto la supervisione dei presidenti delle due Camere, non ha finora prodotto un accordo condiviso. Il problema si è aggravato negli ultimi anni anche per effetto della normativa vigente, che prevede l’uscita dalla famiglia imperiale per le principesse che sposano cittadini comuni. Una disposizione che, in un contesto di scarsità di eredi maschi, contribuisce a ridurre ulteriormente il numero dei membri attivi.
Attualmente, oltre all’imperatore Naruhito, 65 anni, i soli uomini nella linea imperiale sono il principe ereditario Fumihito, 60 anni, il principe Masahito, 90 anni, e il giovane principe Hisahito, 19 anni. Quest’ultimo, pur non detenendo formalmente il titolo di principe ereditario, è considerato il probabile futuro sovrano.
La Legge sulla casa imperiale, nella sua formulazione attuale, esclude espressamente la successione femminile, principio affermatosi con la Restaurazione Meiji nel 1868. Tuttavia, nella storia del Giappone si sono succedute otto imperatrici regnanti. Secondo diversi sondaggi, l’opinione pubblica contemporanea sarebbe in larga parte favorevole a una revisione che consenta anche alle donne di ascendere al trono, ma questa opzione non figura tra le proposte prioritarie discusse in ambito politico.
Nel recente accordo di coalizione tra il Partito Liberal Democratico e il Nippon Ishin no Kai è stata indicata come soluzione preferenziale l’adozione, nella famiglia imperiale, di discendenti maschi appartenenti agli ex rami collaterali aboliti dopo la Seconda guerra mondiale. L’obiettivo dichiarato è modificare la legge entro l’anno per garantire una continuità dinastica ritenuta più solida.
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