di Redazione
Nel 2025 le esportazioni italiane aumentano del 3,3% rispetto all’anno precedente. Peggiora invece il disavanzo con la Cina
Il 2025 si chiude con un rafforzamento del commercio estero italiano. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’export in valore cresce del 3,3% rispetto al 2024, con un andamento positivo sia verso i Paesi dell’Unione europea sia verso i mercati extra-Ue. A trainare le vendite all’estero sono soprattutto alcuni comparti chiave, in particolare la farmaceutica, che registra un balzo del 28,5%, seguita dai metalli e prodotti in metallo, dai mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli e dal settore alimentare.
Il saldo commerciale complessivo raggiunge 50,7 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 48,3 miliardi dell’anno precedente. Determinante è stato il calo del deficit energetico, sceso a 46,9 miliardi dai 54,3 del 2024, grazie soprattutto alla riduzione delle importazioni di petrolio greggio e prodotti raffinati. L’avanzo relativo ai prodotti non energetici rimane molto elevato, pur risultando leggermente inferiore rispetto all’anno precedente.
La crescita dell’export coinvolge entrambe le aree geografiche di riferimento. Nell’Unione europea le vendite aumentano del 4,2%, con risultati particolarmente solidi in Spagna, Francia, Germania e Polonia. Anche fuori dall’area Ue si registrano incrementi significativi, soprattutto verso Svizzera, Stati Uniti e Paesi Opec. In controtendenza l’export verso la Turchia, che arretra dopo la forte espansione del 2024, e quello verso la Cina, in lieve diminuzione.
Dal punto di vista settoriale, il contributo maggiore alla crescita complessiva deriva dall’aumento delle esportazioni farmaceutiche verso Stati Uniti, Francia e Spagna, mentre un apporto positivo arriva anche dalle vendite di metalli verso la Svizzera. Al contrario, la contrazione delle esportazioni di alcuni prodotti manifatturieri verso la Turchia incide negativamente sul risultato complessivo.
Anche le importazioni crescono in valore, spinte soprattutto dagli acquisti di prodotti farmaceutici, agricoli, metalli, alimentari e macchinari. Tuttavia, la marcata riduzione delle importazioni energetiche contribuisce a migliorare il saldo complessivo. L’aumento degli acquisti dall’estero è concentrato in particolare su Stati Uniti e Cina, mentre si riducono in modo significativo quelli dai Paesi Opec.
Sul piano dei saldi bilaterali, resta ampiamente positivo l’interscambio con gli Stati Uniti, pur con un avanzo in riduzione rispetto al 2024. Migliorano sensibilmente i saldi con Svizzera e Spagna e torna positivo quello con i Paesi Opec dopo anni di disavanzo. Si amplia invece il deficit con la Cina, che supera i 46 miliardi di euro, mentre peggiorano anche i disavanzi con Germania e Paesi Bassi. In miglioramento, seppur lieve, il saldo negativo con l’India.
L’Istat segnala infine che la diminuzione media dei prezzi all’import nel 2025 è legata soprattutto al calo dei prodotti energetici; al netto di questi, la flessione risulta più contenuta. Nel complesso, l’anno si chiude con un quadro di maggiore equilibrio, sostenuto dalla competitività di alcuni settori strategici e dal ridimensionamento della bolletta energetica.
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