di Velia Iacovino

Cuore del discorso, il concetto di cooperazione, rivendicato come elemento identitario della politica estera italiana.

 

Intervento di respiro strategico e fortemente politico quello pronunciato da Giorgia Meloni, invitata all’indomani del vertice Italia-Africa che si è tenuto ad Addis Abeba il 13 febbraio  come ospite d’onore all’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana. Un riconoscimento che la presidente del Consiglio ha definito “storico” per l’Italia, ringraziando in apertura il presidente della Commissione Moussa Faki Mahamat (nel testo indicato come Youssouf) e il presidente angolano João Lourenço per l’invito e l’accoglienza.

La cooperazione come parola chiave

Cuore del discorso, il concetto di cooperazione, rivendicato come elemento identitario della politica estera italiana. Meloni ne ha sottolineato l’etimologia latina — cooperari, “lavorare con” — per rimarcare un approccio tra pari, alternativo a ogni forma di paternalismo o sfruttamento: “La vera cooperazione non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, ma esiste solo nel rapporto tra pari”. Un passaggio politico netto, con cui il governo italiano ha voluto marcare la differenza rispetto a modelli di intervento percepiti come predatori o meramente assistenziali. Ampio spazio è stato dedicato al Piano Mattei per l’Africa, illustrato come piattaforma strategica multilaterale costruita insieme ai partner africani. Meloni ha ricordato il recente vertice Italia-Africa, ringraziando il premier etiope Abiy Ahmed, e ha ribadito che il Piano non è “italiano per l’Africa”, ma un contributo all’agenda africana.Il riferimento è agli obiettivi dell’Agenda 2063, tra cui la creazione di un mercato continentale integrato. In questo quadro si inserisce il sostegno italiano a grandi infrastrutture strategiche come il Corridoio di Lobito, sviluppato insieme a Stati Uniti e Unione Europea.

Debito, sviluppo e ruolo delle istituzioni globali

Tra i punti più concreti, l’annuncio di programmi di conversione del debito dei Paesi africani in investimenti, con particolare attenzione alle nazioni più fragili. Meloni ha citato la collaborazione con la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo e le agenzie ONU, ringraziando il segretario generale António Guterres. Misure specifiche riguardano anche la sospensione del debito in caso di catastrofi climatiche, per liberare risorse utili alla ricostruzione. Nel quadro delle crisi regionali, la premier ha richiamato i conflitti in Sudan e nell’est della Repubblica Democratica del Congo, indicando stabilità e sicurezza come condizioni essenziali per lo sviluppo.

Africa protagonista della storia globale

Meloni ha poi offerto una lettura geopolitica più ampia: “La storia ha ripreso a correre — e oggi corre qui”, ha affermato, descrivendo l’Africa come continente centrale nel XXI secolo per risorse, demografia e capitale umano.Da qui l’enfasi su formazione, università, ricerca e intelligenza artificiale, con la proposta di un’alleanza educativa euro-africana evocata simbolicamente nella sede dedicata a Nelson Mandela.

Migrazioni e “diritto a non emigrare”

Tema cruciale, quello migratorio. Meloni ha sostenuto la necessità di creare condizioni economiche e sociali che garantiscano “la libertà di restare”, contrastando le migrazioni forzate e i traffici illegali nel Mediterraneo. A sostegno della sua posizione ha citato il cardinale guineano Robert Sarah, riportandone le parole sul rischio di svuotamento umano e culturale dei Paesi africani.

La chiusura: “Dall’Africa nasce qualcosa di nuovo”

Nel finale, il richiamo storico a Plinio il Vecchio — “Dall’Africa sorge sempre qualcosa di nuovo” — trasformato in auspicio politico: che dall’incontro tra Italia e Africa possa nascere un modello inedito di sviluppo condiviso. Un discorso che consolida la proiezione mediterranea dell’Italia e rilancia la sua ambizione di ponte strategico tra Europa e Africa, nel segno di una cooperazione dichiarata “tra pari”.

 

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L’articolo Meloni ospite d’onore all’assemblea dell’Unione Africana: “Cooperazione tra pari per costruire il futuro comune” proviene da Associated Medias.