di Mario Tosetti
Fratelli d’Italia avvia una petizione per chiedere all’Onu la revoca dell’incarico a Francesca Albanese, relatrice speciale sui territori palestinesi occupati. Polemiche anche da Francia e Germania
Fratelli d’Italia ha annunciato l’avvio di una raccolta firme per sollecitare l’Organizzazione delle Nazioni Unite a revocare l’incarico a Francesca Albanese, attuale relatrice speciale sui territori palestinesi occupati.
Il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sostiene che le recenti dichiarazioni della funzionaria abbiano superato il limite della neutralità richiesta dal mandato, trasformando il suo ruolo in un elemento di divisione e imbarazzo istituzionale.
Le accuse: “Mancanza di neutralità”
Nel testo che accompagna la petizione, FdI parla di “palese incompatibilità” tra le posizioni espresse da Albanese e l’imparzialità che dovrebbe contraddistinguere un incarico Onu di tale rilevanza.
Secondo il partito, alcune affermazioni pubbliche della relatrice avrebbero alimentato polemiche anziché favorire il dialogo e la ricerca di soluzioni pacifiche, mettendo a rischio l’autorevolezza dell’Onu in uno dei contesti geopolitici più delicati al mondo.
Le richieste di dimissioni dall’Europa
L’iniziativa politica italiana si inserisce in un clima già teso a livello internazionale. Nei giorni precedenti, Austria, Francia e Germania avevano chiesto le dimissioni della relatrice speciale, ritenendo che alcune sue parole potessero configurare un linguaggio ostile nei confronti di Israele.
Successivamente si è aggiunta anche la Repubblica Ceca, ampliando il fronte dei governi europei critici verso Albanese. Le prese di posizione hanno acceso un dibattito acceso sul ruolo e sui limiti del mandato dei relatori speciali delle Nazioni Unite.
La replica di Francesca Albanese
Di fronte alle accuse, Albanese ha respinto con decisione le contestazioni, affermando che le sue dichiarazioni sarebbero state estrapolate dal contesto. Ha chiarito di non aver mai definito Israele, né altri Paesi, come “nemici dell’umanità”.
In un messaggio pubblicato sui social, la relatrice ha denunciato quella che considera una campagna orchestrata per delegittimarla, parlando di un clima assimilabile a una moderna “Inquisizione”.
A sostegno della collega è intervenuto anche Balakrishnan Rajagopal, relatore speciale Onu sul diritto a un alloggio adeguato, che ha criticato apertamente gli attacchi provenienti da alcuni Stati europei, difendendo la correttezza dell’operato di Albanese.
Un caso politico con ricadute diplomatiche
La vicenda apre una nuova frattura nel confronto internazionale sul conflitto israelo-palestinese e sul ruolo delle istituzioni multilaterali. Da un lato, partiti e governi che chiedono maggiore equilibrio e neutralità nelle dichiarazioni ufficiali; dall’altro, chi denuncia pressioni politiche nei confronti di figure incaricate di monitorare il rispetto dei diritti umani.
La petizione promossa da Fratelli d’Italia rappresenta dunque un ulteriore tassello di una controversia destinata a proseguire, con possibili ripercussioni sul dibattito interno alle Nazioni Unite e nei rapporti tra Stati membri.
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