di Redazione
La procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario su Foodinho, la società che gestisce Glovo in Italia, ipotizzando un sistema di lavoro fondato sullo sfruttamento dei rider. Indagati la società e il suo amministratore unico, Oscar Pierre, per il reato di caporalato
La procura di Milano ha deciso di sottoporre a controllo giudiziario Foodinho srl, l’azienda italiana che opera il servizio di consegne a domicilio Glovo, contestandole lo sfruttamento sistematico dei rider impiegati nelle consegne. Il provvedimento, firmato dal procuratore Paolo Storari, prevede l’affiancamento al management aziendale di un amministratore nominato dal tribunale, con l’obiettivo di interrompere pratiche ritenute illegali e di riorganizzare il modello di gestione del lavoro.
Foodinho e il suo amministratore unico, lo spagnolo Oscar Pierre, risultano indagati per sfruttamento del lavoro, fattispecie penale comunemente indicata come caporalato. Secondo l’accusa, Pierre avrebbe strutturato – e mantenuto – un sistema organizzativo che avrebbe imposto condizioni particolarmente gravose ai rider, circa 40mila in tutta Italia, di cui duemila nell’area di Milano, sede legale della società.
Dalle indagini emerge un quadro fatto di compensi giudicati molto bassi, in media compresi tra i 700 e i 1.200 euro mensili, carichi di lavoro elevati e un controllo costante dell’attività tramite strumenti digitali di geolocalizzazione. I rider, secondo la ricostruzione della procura, effettuerebbero anche tra le 10 e le 25 consegne al giorno, retribuite circa 2,50 euro ciascuna, lavorando spesso sei o sette giorni a settimana e, in alcuni casi, fino a 12 ore al giorno. A loro carico resterebbero inoltre tutti i costi e i rischi legati all’uso dei mezzi di trasporto, come biciclette e scooter.
Nel provvedimento si legge che tali condizioni sarebbero state rese possibili “approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori”, elemento centrale dell’ipotesi di sfruttamento contestata. Diversi rider ascoltati dagli inquirenti hanno riferito difficoltà economiche diffuse e un monitoraggio continuo da parte dell’azienda attraverso l’applicazione: ritardi o soste durante il lavoro comporterebbero contatti immediati da parte della società per chiedere spiegazioni.
Foodinho è stata fondata nel 2015 ed è interamente controllata da Glovo. Il capitale sociale appartiene a Glovoapp23 SA, società con sede a Barcellona, a sua volta partecipata per l’83 per cento dal gruppo tedesco Delivery Hero. Nessuna delle società controllanti risulta formalmente indagata nell’inchiesta milanese.
Il controllo giudiziario rappresenta una misura meno drastica rispetto all’amministrazione giudiziaria, adottata in passato dalla stessa procura in indagini su aziende della moda, della logistica e della grande distribuzione. A differenza dell’amministrazione giudiziaria, che esclude temporaneamente i vertici aziendali, il controllo giudiziario prevede che gli amministratori restino in carica ma vengano affiancati da figure esterne incaricate di vigilare e correggere le criticità. Secondo Storari, infatti, le presunte violazioni non sarebbero riconducibili solo alle scelte individuali del manager, ma a un intero assetto organizzativo che necessita di una profonda revisione.
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