di Emilia Morelli

Dopo la telecronaca contestata dell’inaugurazione, la Rai decide: Paolo Petrecca non commenterà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi. Protesta di RaiSport

petrecca

La scelta era nell’aria e nel primo pomeriggio è diventata ufficiale. Paolo Petrecca non sarà la voce della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali, in programma il 22 febbraio a Verona. I vertici della RAI hanno deciso di rimuoverlo dal commento finale dei Giochi, dopo le forti polemiche seguite alla sua telecronaca dell’evento inaugurale e nel tentativo di stemperare la durissima contestazione esplosa all’interno della redazione di RaiSport.

La linea aziendale è stata chiara: evitare un bis che avrebbe rischiato di aggravare ulteriormente una situazione già molto tesa.

Le critiche e il ruolo del ministro Abodi

A rafforzare la decisione ha contribuito anche l’intervento, seppur misurato, del ministro per lo Sport Andrea Abodi, che aveva definito la diretta inaugurale “migliorabile”, aggiungendo poi che sarebbe spettato alla Rai fare le proprie valutazioni. Un commento che, pur senza affondi diretti, è stato letto come una presa di distanza istituzionale dalla performance televisiva.

L’incontro teso e il passo indietro di Petrecca

A comunicare la decisione al diretto interessato è stato l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, nel corso di un incontro definito particolarmente teso. Rossi ha chiesto chiarimenti sulla lunga serie di gaffe, imprecisioni e omissioni che hanno segnato la telecronaca inaugurale.

Petrecca tornerà ora a occuparsi esclusivamente del ruolo di coordinamento editoriale, lasciando lo spazio dello speaker. Una mossa interpretata come un segnale chiaro anche nei confronti della redazione.

La rivolta di RaiSport e la minaccia di sciopero

La scelta arriva dopo giorni di crescente esasperazione tra i giornalisti di RaiSport, che avevano denunciato il silenzio dell’azienda sulla gestione dell’episodio. La redazione aveva deciso di reagire con un’azione clamorosa: il ritiro della firma da servizi, collegamenti e telecronache olimpiche, accompagnato dall’annuncio di tre giorni di sciopero al termine dei Giochi.

In un comunicato interno, il Comitato di redazione aveva parlato apertamente di “figura peggiore di sempre” per RaiSport in un evento di rilevanza storica come le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, sottolineando il danno arrecato ai telespettatori, all’azienda e alla stessa redazione.

Un clima incandescente da ricomporre

La vicenda fotografa un clima interno estremamente teso, che l’ad Rossi sta cercando di riportare sotto controllo. Pur richiamando giornalisti e rappresentanze sindacali alle proprie responsabilità, la dirigenza Rai ha ribadito la soddisfazione per il lavoro complessivo svolto e per gli ascolti registrati durante i Giochi.

Per tentare una ricomposizione, l’azienda ha convocato per la mattinata successiva un incontro con il sindacato interno, con l’obiettivo di affrontare tutti i nodi aperti e scongiurare ulteriori strappi in una fase delicata per il servizio pubblico.

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