di Carlo Longo

 La Royal Family interviene sul caso Epstein: Re Carlo pronto a sostenere le indagini su Andrea. Pressioni sulla monarchia e crisi per il governo Starmer

Dopo giorni di silenzio e crescenti critiche, la famiglia reale britannica prende ufficialmente posizione sul caso Epstein. Re Carlo III ha fatto sapere di essere disponibile a fornire pieno sostegno alle autorità investigative, aprendo alla collaborazione con la polizia britannica in relazione alle nuove rivelazioni che coinvolgono il fratello, l’ex principe Andrea Mountbatten-Windsor.

Le forze dell’ordine sono state incaricate di valutare se alcune informazioni confidenziali, che Andrea avrebbe condiviso con Jeffrey Epstein, possano avere rilevanza penale. I fatti risalirebbero al periodo in cui l’ex duca di York ricopriva il ruolo di emissario commerciale del Regno Unito in diversi Paesi asiatici.

La nota di Buckingham Palace e le contestazioni

L’intervento della monarchia è arrivato tramite una nota di Buckingham Palace, dai toni insolitamente netti. Un segnale che giunge all’indomani di nuove contestazioni pubbliche contro il sovrano, accusato da attivisti anti-monarchici di aver evitato finora qualsiasi commento sul coinvolgimento del fratello nei cosiddetti “Epstein files”.

Nelle ultime settimane, infatti, la casa reale era stata criticata per aver mantenuto una linea di assoluta riservatezza su una vicenda che continua a scuotere l’opinione pubblica britannica.

William e Kate prendono le distanze

Prima ancora dell’intervento del re, erano stati Principe William e Catherine Middleton a segnare una netta presa di distanza dall’ex principe Andrea. Attraverso un portavoce di Kensington Palace, la coppia aveva espresso “profonda preoccupazione” per le nuove rivelazioni emerse dai documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Il messaggio, chiaro nei contenuti, ha ribadito che l’attenzione dei principi resta rivolta alle vittime, sottolineando la gravità delle accuse che continuano ad affiorare.

Nuove proteste pubbliche contro la monarchia

La pressione sulla Royal Family si è tradotta anche in contestazioni dirette. Nei giorni scorsi, Carlo e la regina Camilla Parker Bowles sono stati bersaglio di proteste durante una visita ufficiale nell’Essex. Tra la folla, alcuni cittadini hanno chiesto a gran voce se il sovrano avesse sollecitato un’indagine su Andrea e se intendesse collaborare con le autorità sul caso Epstein.

Episodi che confermano quanto la vicenda stia erodendo il consenso intorno alla monarchia.

Le accuse e il materiale emerso

La posizione dell’ex principe Andrea appare sempre più fragile. Le ultime rivelazioni includono fotografie compromettenti che lo ritrarrebbero in situazioni intime con una donna non identificata, oltre a una serie di email scambiate con Epstein. In alcuni messaggi, il finanziere farebbe riferimento a un interlocutore indicato come “The Duke”, soprannome che la stampa britannica attribuisce proprio ad Andrea.

Secondo quanto emerso, l’ex duca avrebbe partecipato a incontri privati con Epstein anche in presenza di giovani donne straniere. Andrea continua a respingere ogni accusa, ma la mole di elementi a suo carico cresce di giorno in giorno.

I rapporti con il governo britannico

Un ulteriore fronte riguarda il possibile coinvolgimento di documenti ufficiali. Alcune email del 2010 suggerirebbero che Andrea abbia condiviso con Epstein informazioni riservate del governo britannico, ottenute durante missioni in Paesi come Vietnam e Singapore. La Metropolitan Police non ha confermato l’apertura di un’indagine specifica, limitandosi a dichiarare che le informazioni sono oggetto di valutazione.

La normativa che regola gli incarichi di inviato commerciale vieta espressamente la diffusione di materiale sensibile, rendendo la questione potenzialmente esplosiva anche sul piano istituzionale.

Effetti politici: la crisi del governo Starmer

Le conseguenze del caso Epstein non si fermano alla famiglia reale. I documenti resi pubblici hanno innescato una forte instabilità anche per l’esecutivo guidato da Keir Starmer. La nomina di Peter Mandelson come ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti ha sollevato polemiche, poiché anche il suo nome compare nei dossier legati a Epstein.

La situazione è degenerata con le dimissioni del capo di gabinetto Morgan McSweeney, indicato come uno dei principali sostenitori di Mandelson.

Starmer sotto assedio, il Labour si divide

La pressione politica sul primo ministro resta elevata. Da sinistra e da una parte del suo stesso partito arrivano richieste di dimissioni, mentre figure come Anas Sarwar invocano un cambio di leadership a Downing Street.

Starmer, nel frattempo, prova a resistere. Nelle ultime ore ha incontrato i ministri e i parlamentari laburisti, che pubblicamente continuano a ribadire il loro sostegno, nel tentativo di arginare una crisi che appare tutt’altro che conclusa.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Caso Epstein, Carlo rompe il silenzio su Andrea: collaborazione con la polizia e crisi per la monarchia proviene da Associated Medias.