di Redazione
Il gruppo Mediaset ha avviato una nuova e più dura azione giudiziaria contro Fabrizio Corona, accusandolo di aver arrecato gravi danni reputazionali e patrimoniali con le dichiarazioni diffuse nel format online Falsissimo
Lo scontro tra Mediaset e Fabrizio Corona entra in una fase decisiva. Il gruppo televisivo, insieme alle sue principali società controllate, ha citato in giudizio l’ex fotografo dei vip e la sua società Atena, chiedendo un risarcimento complessivo di 160 milioni di euro per i presunti danni d’immagine ed economici subiti a seguito delle affermazioni contenute nel format online Falsissimo.
In un primo momento, Mediaset, Rti e la holding Mf–MediaForEurope avevano scelto di non intervenire direttamente quando Corona aveva parlato di un presunto “sistema Signorini”, ipotizzando favori personali nella selezione dei concorrenti del Grande Fratello. Quelle dichiarazioni avevano però già avuto conseguenze giudiziarie: Alfonso Signorini era stato querelato per violenza sessuale ed estorsione dal modello napoletano Medugno, mentre Corona era finito sotto accusa per revenge porn ai danni del conduttore.
La linea del gruppo è cambiata quando le insinuazioni hanno iniziato a coinvolgere direttamente Mediaset, i suoi programmi e alcune delle figure più rappresentative, inclusi Marina e Pier Silvio Berlusconi. A quel punto, spiegano fonti aziendali, è diventato inevitabile intervenire per tutelare la reputazione del gruppo anche attraverso azioni penali.
Parallelamente, Mediaset ha chiesto alle grandi piattaforme digitali di intervenire. Google è stata invitata a rimuovere Falsissimo da YouTube, mentre Meta e TikTok hanno chiuso o limitato i profili social di Corona per evitare di contribuire alla diffusione di contenuti ritenuti diffamatori. Una scelta che il legale di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, ha definito apertamente una forma di censura.
Ora la battaglia si sposta soprattutto sul piano civile. Assistite dagli avvocati Andrea Di Porto, Giulia Bongiorno, Salvatore Pino e Aldo Baldaccini, le società del gruppo Mediaset sostengono che i contenuti diffusi da Corona siano caratterizzati da “una violenza verbale inaudita” e configurino “un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento”, lesive non solo delle persone coinvolte ma anche delle loro famiglie. L’azienda ha inoltre annunciato di essere pronta ad agire contro chiunque, “a vario titolo, incentivi, amplifichi o diffonda consapevolmente tali contenuti”.
Alla causa si sono uniti anche numerosi volti noti della televisione Mediaset, tra cui Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Samira Lui e Ilary Blasi, che hanno deciso di procedere individualmente contro Corona.
Sul fronte penale, si aggiunge la querela presentata dal giornalista Gianluigi Nuzzi per le affermazioni legate al caso Garlasco. Nuzzi ha parlato di un meccanismo organizzato in cui la menzogna viene utilizzata come strumento di profitto, capace di generare guadagni rilevanti e di colpire indiscriminatamente personaggi pubblici e cittadini comuni. Una dinamica che, secondo il gruppo, risulta particolarmente pericolosa perché non tutti dispongono delle risorse necessarie per difendersi.
Mediaset ha infine annunciato che un eventuale risarcimento sarà destinato alla creazione di un fondo per sostenere le spese legali delle vittime di stalking, reati di genere e cyberbullismo, fenomeni definiti “crimini odiosi” dai quali chiunque dovrebbe poter essere tutelato.
L’azione del gruppo non si ferma qui. Anche i locali notturni che ospitano serate con la partecipazione di Corona sono stati raggiunti da una comunicazione legale: l’avvocato Salvatore Pino ha invitato i gestori a vigilare affinché durante gli eventi non vengano rilasciate dichiarazioni considerate gravemente lesive nei confronti di Mediaset e dei suoi esponenti.
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