di Mario Tosetti
Agenzia delle Entrate: individuati 200mila evasori totali nel 2025. Nel 2026 partiranno oltre 2,4 milioni di lettere di richiamo ai contribuenti
Nel corso del 2025 sono stati individuati circa 200mila evasori totali, tra persone fisiche e imprese. Di questi, 86mila risultano completamente sconosciuti al sistema fiscale italiano, perché non hanno mai presentato una dichiarazione dei redditi. I dati arrivano dalla Agenzia delle Entrate e sono stati illustrati dal direttore Vincenzo Carbone durante Telefisco, l’evento annuale organizzato da Il Sole 24 Ore.
L’analisi, ha spiegato Carbone, ha riguardato complessivamente 17 milioni di posizioni fiscali, esaminate attraverso sistemi di selezione che consentono di individuare le situazioni più critiche.
Chi sono gli evasori individuati
Dopo il processo di analisi e selezione, solo una parte delle posizioni esaminate è confluita in attività di controllo vere e proprie. Il risultato finale ha portato all’emersione di 200mila evasori totali: circa il 60% non aveva mai presentato alcuna dichiarazione, mentre il restante 40% era del tutto ignoto al Fisco, privo di precedenti rapporti con l’amministrazione finanziaria.
Secondo il direttore dell’Agenzia, questi numeri dimostrano come l’incrocio dei dati e l’uso delle nuove tecnologie permettano di individuare situazioni di evasione anche in assenza di dichiarazioni fiscali.
Lettere di compliance: oltre 2,4 milioni nel 2026
Accanto alle attività di controllo, l’Agenzia delle Entrate punta sempre di più sugli strumenti di prevenzione e dialogo con i contribuenti. In base alla convenzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel 2026 partiranno oltre 2,4 milioni di lettere di compliance.
Si tratta, nella maggior parte dei casi, di comunicazioni di richiamo, pensate come promemoria per invitare i contribuenti a verificare la correttezza della propria posizione fiscale. Alcune lettere saranno destinate a chi ha semplicemente dimenticato un adempimento, altre a soggetti che non hanno presentato la dichiarazione, mentre sull’Iva verranno segnalate anomalie legate alla presenza di fatture o corrispettivi senza i relativi versamenti periodici.
Nessun automatismo e più spazio al dialogo
Carbone ha voluto ribadire un punto centrale: l’invio delle lettere non comporta automaticamente sanzioni o accertamenti. Non esiste alcun meccanismo automatico, ha chiarito, e ogni posizione viene valutata singolarmente.
L’obiettivo resta quello di favorire l’adempimento spontaneo, offrendo ai contribuenti la possibilità di correggere eventuali errori prima che si arrivi a una fase di controllo formale. Una strategia che mira a rafforzare il rapporto di collaborazione tra Fisco e cittadini, riducendo il contenzioso e migliorando l’efficacia complessiva della lotta all’evasione.
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