di Redazione
L’artista bergamasco firma l’Agnus dei destinato a coronare la torre di Gesù. Un intervento monumentale che intreccia disegno, vetro, luce e cosmologia, nel solco del pensiero di Antoni Gaudí
Per Andrea Mastrovito il disegno è una modalità di pensiero, ed è da questo suo gesto primario che prende avvio uno dei progetti artistici più ambiziosi degli ultimi anni: l’Agnus dei destinato alla sommità della torre di Gesù della Sagrada Familia di Barcellona, la chiesa più alta al mondo e uno dei cantieri simbolo dell’architettura moderna. L’artista bergamasco è stato infatti selezionato nel 2024 dal comitato artistico della Junta Constructora – Temple Expiatori de la Sagrada Família, al termine di un concorso internazionale che ha coinvolto, tra gli altri, David Oliveira, Gonzalo Borondo, Jordi Alcaraz ed Edoardo Tresoldi. A Mastrovito è stata affidata l’unica parte dell’intero edificio che Antoni Gaudí, morto nel 1926, lasciò volutamente aperta all’intervento di un artista contemporaneo: la scultura dell’Agnus dei posta al centro della grande croce che sovrasta la torre centrale.
Come sarà l’Agnus dei di Mastrovito
L’opera, il cui completamento è previsto per il 2026 in occasione del centenario della morte di Gaudí, sarà collocata a 172 metri di altezza, esattamente sopra l’altare della basilica. L’agnello, poco più grande di uno reale, sarà realizzato attraverso migliaia di schegge di vetro assemblate una a una, in un processo di straordinaria precisione artigianale. A rivestirlo, una struttura luminosa a forma di iperboloide iperbolico: una geometria cara a Gaudí, qui reinterpretata come sistema di raggi intrecciati e dorati, lunghi circa tre metri, che convergono e si avvolgono attorno alla figura.
La scelta dell’iperboloide non è solo formale. La geometria della torre di Gesù, basata su superfici rigate e curve iperboliche, è stata più volte letta come una traduzione architettonica delle leggi cosmiche che governano l’espansione dell’universo. In questa continuità tra micro e macrocosmo, l’Agnus dei diventa punto di condensazione simbolica: materia frammentata che si organizza per rendere visibile la luce.
All’interno dei raggi dorati saranno integrate sorgenti luminose a LED che illumineranno incisioni tratte da passi biblici dedicati all’Agnus dei, selezionati in dialogo con i teologi coinvolti nel progetto. Piccoli elementi sospesi e riflettenti, definiti dall’artista come presenze energetiche primarie, evocheranno la nascita dell’universo, mentre alcuni materiali fosforescenti permetteranno alla scultura di emanare una luminosità percepibile anche dall’esterno della basilica.

Dal disegno alla scultura: un passaggio chiave
Il lavoro sull’Agnus dei segna un passaggio significativo nella pratica di Mastrovito, da sempre attraversata da una tensione febbrile verso la produzione continua e la sperimentazione tecnica. Dopo il disegno, il collage, l’animazione, il frottage, l’intaglio e le tarsie, la scultura monumentale in vetro impone un tempo diverso, rallentato e meditativo. Un tempo appreso anche grazie alla collaborazione con lo Studio Reduzzi di Castel Rozzone, eccellenza internazionale nella lavorazione di vetrate e mosaici artistici, dove da mesi si lavora alla realizzazione delle singole schegge.
Il dialogo con l’arte sacra non è nuovo nel percorso dell’artista. Negli anni Mastrovito ha già intervenuto in contesti religiosi complessi, dal Foyer Catholique Européen di Bruxelles alla cripta del santuario della Madonna della Guardia di Tortona, fino alle tre absidi della chiesa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. In questi progetti, materiali tradizionali come il vetro e l’oro sono stati reinterpretati attraverso una sensibilità contemporanea, capace di tenere insieme devozione, memoria collettiva e sguardo critico.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Sarà un’opera di Andrea Mastrovito a completare la Sagrada Familia proviene da Associated Medias.

