di Carlo Longo

Cancellato l’affresco ispirato a Giorgia Meloni nella chiesa di San Lorenzo in Lucina. La Curia interviene e avvia il ripristino dell’immagine originale

Il volto raffigurato nell’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina non è più visibile. L’immagine, che per alcuni giorni aveva richiamato le melonisembianze della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è stata rimossa su indicazione delle autorità ecclesiastiche. A intervenire direttamente sull’opera è stato il restauratore Bruno Valentinetti, che inizialmente aveva negato qualsiasi riferimento politico, salvo poi ammettere che il volto era effettivamente ispirato alla premier, seppur rielaborato sulla base di una decorazione precedente.

Secondo quanto spiegato dallo stesso restauratore, la scelta di cancellare l’immagine non sarebbe stata personale ma dettata da una richiesta proveniente dal Vaticano, accolta senza ulteriori obiezioni.

Verso il ritorno all’opera originale della cappella

Dopo la rimozione del volto, le istituzioni preposte alla tutela del patrimonio artistico si sono attivate per ricostruire fedelmente l’aspetto originario dell’affresco. La soprintendenza speciale di Roma, su impulso del ministero della Cultura, ha avviato una ricerca negli archivi per reperire fotografie, bozzetti o documentazione relativa al dipinto originale della cappella del Crocifisso, realizzato nel 2000.

Questo lavoro di confronto si è reso necessario perché, nei documenti presentati per il ripristino effettuato nel 2025, era stato indicato che iconografia e stile sarebbero rimasti invariati. Una promessa che, alla luce dei fatti, non è stata rispettata.

Le reazioni della Chiesa e il richiamo al valore dell’arte sacra

La vicenda ha suscitato una presa di posizione netta da parte delle autorità ecclesiastiche. In una nota diffusa dopo la diffusione della notizia, il cardinale Baldo Reina ha ribadito che le immagini dell’arte sacra non possono essere reinterpretate o utilizzate in modo improprio, poiché destinate esclusivamente alla dimensione liturgica e spirituale.

Proprio questo richiamo ha portato a un confronto serrato tra soprintendenza, Fondo Edifici di Culto, Vicariato di Roma e la parrocchia, culminato nella decisione condivisa di eliminare l’elemento ritenuto divisivo.

Una scelta per evitare divisioni nella comunità

Il parroco di San Lorenzo in Lucina ha spiegato che, pur non essendoci impedimenti normativi alla permanenza dell’affresco così com’era, l’opera aveva generato troppe tensioni all’interno della comunità. Per questo motivo, dopo un incontro in Vicariato, è stata presa la decisione definitiva di procedere alla rimozione del volto.

Nel frattempo, l’affresco continua ad attirare visitatori e curiosi, anche se molti restano delusi nel non trovare più l’immagine contestata. L’opera resta comunque al centro dell’attenzione, in attesa del completo ripristino dell’aspetto originario.

La nota ufficiale del Vicariato

In serata è arrivata anche una comunicazione formale del Vicariato di Roma, che ha chiarito le motivazioni dell’intervento. L’opera, si legge nella nota, presentava caratteristiche non coerenti con l’iconografia originale e con il contesto sacro. Per questo è stato richiesto il ripristino dei tratti originari, in accordo con la proprietà e la soprintendenza, nell’interesse esclusivo della tutela del luogo di culto e della sua funzione spirituale.

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