di Redazione

Secondo quanto dichiarato da Trump, Washington ridurrà i dazi sui prodotti indiani portandoli al 18 per cento, mettendo fine alle tariffe punitive introdotte nei mesi scorso. Tuttavia l di là della nuova aliquota tariffaria, tutti gli altri aspetti dell’intesa rimangono nebulosi

Gli Stati Uniti e l’India hanno annunciato la fine della loro guerra commerciale, scoppiata la scorsa estate, ma i contorni dell’accordo restano tutt’altro che chiari. A riferirlo è il New York Times, che sottolinea come, dietro l’annuncio congiunto affidato ai social media dai due leader, persistano numerose ambiguità sui contenuti reali dell’intesa.Secondo quanto dichiarato da Trump, Washington ridurrà i dazi sui prodotti indiani portandoli al 18 per cento, mettendo fine alle tariffe punitive introdotte nei mesi scorsi. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato di un rafforzamento della relazione bilaterale, definendola «straordinaria». Poco dopo, anche il primo ministro indiano Narendra Modi ha confermato il colloquio tra i due, lodando Trump come «uomo di pace» e affermando che l’accordo «apre immense opportunità» per entrambi i Paesi.

Tuttavia, osserva il New York Times, al di là della nuova aliquota tariffaria, tutti gli altri aspetti dell’intesa rimangono nebulosi. Nuova Delhi non ha confermato né l’impegno, attribuito da Trump all’India, di investire 500 miliardi di dollari negli Stati Uniti, né tantomeno la presunta decisione di interrompere gli acquisti di petrolio russo.

Su quest’ultimo punto è intervenuto anche il Cremlino, che ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dall’India sulla cessazione delle importazioni di greggio russo, pur dichiarando di seguire con attenzione l’evolversi della situazione. Un silenzio che evidenzia, ancora una volta, la distanza tra le affermazioni della Casa Bianca e la realtà diplomatica.L’opacità dell’accordo rientra, secondo il quotidiano americano, in uno schema ormai consolidato della politica commerciale di Trump: annunciare intese prima che i dettagli siano definiti, lasciando imprese e investitori in una situazione di incertezza e aprendo la strada a future escalation o, al contrario, a improvvisi allentamenti delle tensioni.

Nonostante ciò, i mercati hanno reagito positivamente. Le Borse asiatiche hanno registrato rialzi significativi, con l’indice indiano in crescita di quasi il 3 per cento, segno del sollievo per la fine di una fase che aveva messo sotto pressione settori chiave dell’export indiano verso il principale mercato di sbocco, valutato in circa 40 miliardi di dollari l’anno. In realtà, ricorda il New York Times, la maggior parte dei prodotti indiani era colpita da dazi del 50 per cento, non del 25, come indicato da Trump. L’inasprimento era arrivato lo scorso agosto, quando il presidente statunitense aveva deciso di «punire» l’India per l’acquisto di petrolio dalla Russia, raddoppiando tariffe già superiori a quelle applicate ad altri Paesi asiatici concorrenti.

Restano aperti interrogativi cruciali anche sul fronte dell’accesso al mercato indiano. Trump ha sostenuto che l’India ridurrà a zero dazi e barriere non tariffarie contro i prodotti statunitensi, ma diversi esperti giudicano irrealistico un simile scenario. In particolare, settori come quello agricolo e lattiero-caseario sono altamente sensibili: l’ingresso di prodotti americani, soprattutto latticini, rischierebbe di scatenare forti reazioni sociali e di colpire i circa 70 milioni di indiani che vivono di allevamento e produzione di latte

 

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Nyt, Usa e India annunciano la fine della guerra commerciale ma… proviene da Associated Medias.