di Redazione

Sospensione dei mutui e delle obbligazioni, ammortizzatori sociali per le imprese ferme e indennizzi rapidi.È in arrivo una commissione d’indagine su quanto fatto dopo la frana del 1997, mentre la Procura di Gela indaga per disastro colposo.

Da oggi Niscemi amplia la sua area rossa. Con un decreto, approvato ieri dal Cdm, che aggiorna il Piano di assetto idrogeologico, entrano in vigore il divieto assoluto di edificazione e nuove restrizioni su circa 25 chilometri quadrati attorno alla città siciliana, minacciata da una frana che la Protezione civile definisce «più grande di quella del Vajont».

Il movimento del costone è ancora attivo e la linea del fronte arretra verso il centro abitato. Centinaia di milioni di metri cubi di terra continuano a scivolare, mettendo a rischio nuove abitazioni. Gli sfollati restano 1.309, in gran parte ospitati da parenti e amici. Molte case, avvertono i tecnici, non potranno più essere abitate e dovranno essere demolite.

Il governo ha annunciato le prime misure di sostegno: sospensione dei mutui e delle obbligazioni, ammortizzatori sociali per le imprese ferme e indennizzi rapidi. Parallelamente si apre il fronte delle responsabilità. È in arrivo una commissione d’indagine su quanto fatto dopo la frana del 1997, mentre la Procura di Gela indaga per disastro colposo.

Intanto emergono ritardi nella messa in sicurezza: per anni sono mancati i progetti esecutivi necessari al consolidamento del versante. Un vuoto che oggi pesa, mentre Niscemi arretra sotto i colpi della terra che crolla.

 

 

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