di Aisha Harrison

«Si interrompono gli anni di definanziamento del Servizio sanitario nazionale», ha sottolineato Gemmato, rivendicando il rafforzamento delle risorse avviato dal governo Meloni

Il Cipess, Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, ha approvato il riparto tra Regioni e Province autonome delle risorse del Fondo sanitario nazionale per il 2025, pari complessivamente a 136,5 miliardi di euro. I dati sono stati illustrati in conferenza stampa a Palazzo Chigi dal sottosegretario con delega al Cipess Alessandro Morelli e dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.«Si interrompono gli anni di definanziamento del Servizio sanitario nazionale», ha sottolineato Gemmato, rivendicando il rafforzamento delle risorse avviato dal governo Meloni. Un percorso che, secondo il sottosegretario, porterà il Fondo a raggiungere i 143 miliardi di euro con la legge di Bilancio 2026, confermando la sanità pubblica come pilastro di coesione sociale e tutela del diritto alla salute.

Per il terzo anno consecutivo vengono applicati i nuovi criteri di riparto, approvati nel 2022 su richiesta delle Regioni. I parametri tengono conto, tra l’altro, del tasso di mortalità sotto i 75 anni e del coefficiente di deprivazione socioeconomica. Nel 2025 ciò determinerà un incremento di circa 229 milioni di euro a favore del Mezzogiorno, per un totale di 680 milioni nel triennio 2023-2025.Sul fronte del personale, è previsto nel 2026 l’ingresso di 6.000 infermieri e 1.000 medici, anche in vista dell’operatività delle Case e degli ospedali di comunità, il cui termine di avvio resta fissato a giugno 2026. Il governo, ha assicurato Gemmato, è disponibile a ulteriori semplificazioni per superare i ritardi territoriali, in particolare nel Sud.

 

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