di Carlo Longo

Il nuovo spazio è dedicato alla terapia assistita con cavalli (EAT), con promettenti risultati nella cura della depressione. Durante la presentazione, il Prof. Emmanuele F. M. Emanuele e la Prof.ssa Alessandra Taccone hanno ribadito il valore umano e scientifico dell’iniziativa

Da sin., Alessandra Taccone, Presidente Fondazione Terzo Pilastro e Stefano Giansanti, Presidente Roma Polo Club, crediti Antonio de Paolis

Con un taglio del nastro simbolico ma carico di significato, il Roma Polo Club ha celebrato la riapertura del suo maneggio coperto, uno spazio rinnovato non solo nelle strutture ma nella sua missione: diventare un centro di eccellenza per la terapia assistita con cavalli, nell’ambito del progetto “Cavallo Amico”.

La riqualificazione del maneggio, resa possibile grazie al contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, rappresenta una nuova frontiera nella cura delle fragilità psicologiche. L’Equine Assisted Therapy (EAT) — approccio terapeutico che utilizza il rapporto tra essere umano e cavallo — ha mostrato risultati incoraggianti nel trattamento di disturbi come depressione e ansia, secondo uno studio pilota condotto dall’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, diretto dal Professor Giovanni Martinotti.

Durante la conferenza stampa del 28 gennaio al Club, la Prof.ssa Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, ha sottolineato: «Questo progetto è un fiore all’occhiello dell’attività della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, e tengo a sottolineare che nasce dalla sinergia tra il mio illustre predecessore Prof. Emmanuele F. M. Emanuele e Stefano Giansanti, Presidente del Roma Polo Club. Si tratta di un’iniziativa di grande rilevanza socio-sanitaria, che oggi si arricchisce, sempre con il contributo della Fondazione Terzo Pilastro per quanto riguarda la sistemazione e ristrutturazione, del maneggio coperto presente all’interno del compendio del Polo Club Roma, in cui potranno essere svolti in parte i prossimi corsi del 2026. Un progetto che, stando ai risultati conseguiti nello studio-pilota su un campione limitato, suggerisce che la Equine Assisted Therapy (EAT) potrebbe rappresentare – così come ci auguriamo – un intervento integrativo promettente, da affiancare alle cure tradizionali, nei percorsi di cura della depressione».

A fare eco alle sue parole, l’intervento sentito del Prof. Emmanuele F. M. Emanuele, promotore dell’iniziativa: «Ho sempre creduto fortemente nell’efficacia dell’ippoterapia o EAT (Equine Assisted Therapy), grazie anche a mio padre medico che ne era un convinto sostenitore. Il rapporto affettivo con il cavallo, l’impegno connesso ad accudirlo e al prendersene cura, sono elementi salvifici per coloro che soffrono di un disturbo depressivo: un mezzo naturale ed efficace – da affiancare ovviamente alle terapie tradizionali – per restituire vigore e voglia di vivere a chi è privo di altri stimoli. Su questo tema così importante, la comunanza di vedute tra me e Stefano Giansanti, Presidente del Roma Polo Club, è stata immediata, così come anche il supporto immediatamente accordato al progetto dalla Fondazione Terzo Pilastro, oggi egregiamente presieduta dalla Prof.ssa Alessandra Taccone. Sono lieto che, da questo momento, i nuovi corsi gratuiti, svolti da istruttori federali con l’ausilio di un’equipe medica, possano proseguire anche all’interno del nuovo maneggio coperto».

Crediti Antonio de Paolis

La presentazione ha visto anche la partecipazione del Professor Martinotti, che ha illustrato i risultati del suo studio, e la toccante testimonianza di Matilde, giovane paziente coinvolta nel programma terapeutico. Interventi autorevoli hanno sottolineato il valore pionieristico dell’iniziativa, tra cui quello dell’Avv. Marco Di Paola, Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, che ha dichiarato: «Il Roma Polo Club ha saputo andare oltre l’aspetto sportivo del polo, trasformandosi in un laboratorio di sperimentazione terapeutica. La terapia assistita con cavalli offre risultati straordinari, e oggi, con il nuovo maneggio, si apre una nuova fase di ricerca e sperimentazione, con un focus sempre maggiore sulla cura e sull’inclusività».

Sulla stessa linea anche il Presidente del Roma Polo Club, Stefano Giansanti, che ha affermato: «L’apertura del maneggio non è solo un passo verso l’ammodernamento delle nostre strutture, ma una testimonianza concreta dell’impegno del Club nel campo della salute mentale. Il cavallo, con la sua forza empatica, diventa un compagno di terapia capace di stimolare e facilitare un cambiamento profondo nelle persone. Questa è la vera innovazione: unire lo sport e la scienza per migliorare la qualità della vita delle persone in difficoltà». A chiudere la presentazione, l’intervento della Dott.ssa Debora Miccio, responsabile della Direzione Commerciale e Marketing dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, che ha confermato il sostegno al progetto, contribuendo alla ristrutturazione del maneggio.

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