di Aisha Harrison
La decisione non è stata però unanime: due governatori, Stephen Miran e Christopher Waller, hanno votato per un taglio di 25 punti base.

La Federal Reserve si prende una pausa e lascia i tassi di interesse invariati, sfidando apertamente le pressioni del presidente Donald Trump, che da tempo spinge per un allentamento monetario. La decisione, attesa dai mercati, non è stata però unanime: due governatori, Stephen Miran e Christopher Waller, hanno votato per un taglio di 25 punti base.
Il dissenso assume un peso politico. Miran è un alleato di Trump, che lo ha nominato alla Fed, mentre Waller è tra i candidati alla successione di Jerome Powell, il cui mandato è in scadenza. Proprio la scelta del prossimo presidente della banca centrale resta uno dei nodi più delicati: Trump non ha ancora sciolto le riserve e sul tavolo ci sono quattro nomi, oltre a Waller, Kevin Hassett, Kevin Warsh e Rick Rieder.
Secondo molti analisti, la Casa Bianca potrebbe puntare su Warsh o Rieder, considerati più in sintonia con l’agenda presidenziale. Ma le dichiarazioni di Trump — «chi non è d’accordo con me non diventerà mai presidente della Fed» — alimentano le preoccupazioni dei mercati, che temono una guida troppo politicizzata e un indebolimento dell’indipendenza della banca centrale americana.
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