di Redazione
Rigettato il ricorso del comitato contrario alla riforma della giustizia, che contestava la decisione del governo di fissare il referendum per il 22 e 23 marzo. Nonostante la bocciatura, il comitato ha comunque proseguito con la raccolta firme
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal comitato del No contro la riforma della giustizia, che mirava a contestare la legittimità della delibera con cui il governo aveva fissato la data del referendum per il 22 e 23 marzo. Il comitato sosteneva che la decisione dell’esecutivo fosse stata prematura, in quanto al momento della convocazione erano ancora in corso le procedure di raccolta firme per proporre un quesito alternativo sullo stesso tema.
Secondo i ricorrenti, la fissazione della consultazione popolare avrebbe dovuto attendere l’eventuale validazione della loro iniziativa referendaria. Tuttavia, il TAR ha ritenuto infondate le obiezioni, sancendo la legittimità dell’operato del governo.
Nonostante il pronunciamento del tribunale, il comitato non ha interrotto le proprie attività e ha continuato la raccolta firme, concludendola nei tempi previsti. Mercoledì ha presentato i moduli firmati alla Corte di Cassazione, che sarà ora chiamata a verificarne la validità. In seguito, la stessa Corte dovrà esaminare la richiesta di modifica del quesito referendario proposto, valutando l’eventualità di sostituire quello già approvato dal governo con quello alternativo.
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