di Carlo Longo


Un muro lungo 145 metri, per decenni elemento di separazione e attesa, diventa oggi superficie narrativa e dispositivo urbano. È questo il cuore di Connessioni Urbane, il concorso promosso dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea guidato dalla direttrice Cristina Mazzantini e da Techbau, guidata Ceo Andrea Marchiori. Alla presentazione anche l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Maurizio Veloccia

di Carlo Longo

Roma torna a interrogarsi sul rapporto tra arte e città, scegliendo di farlo attraverso uno dei suoi luoghi più complessi e stratificati. Mercoledì 28 gennaio, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, e’ stato proclamato il vincitore del concorso Connessioni Urbane, progetto culturale nato dalla collaborazione tra la GNAMC e Techbau S.p.A., con l’obiettivo di valorizzare l’arte contemporanea come strumento attivo di rigenerazione urbana e dialogo con lo spazio pubblico. Annunciato dalla responsabile del progetto Susanne Meurer, ad aggiudicarsi il primo posto dell’iniziativa è Diego Gualandris, artista dal tratto pittorico libero e seduttivo, che avrà il prestigioso compito di reinterpretare la superficie.

Il concorso si inserisce in un’area di grande rilevanza strategica per la città di Roma: quella che gravita attorno alla stazione ferroviaria di Roma San Pietro, la prima stazione della Capitale, inaugurata nel 1894 e oggi attraversata ogni anno da milioni di passeggeri. Per lungo tempo, questo quadrante urbano ha vissuto una condizione di sospensione, segnato da incompiute architettoniche e da un senso diffuso di attesa irrisolta. Oggi, dopo anni di stallo, lo spazio sta finalmente lasciando posto a un progetto capace di restituire continuità urbana, servizi e centralità a un quartiere rimasto ai margini.

«Stimolare e premiare la creatività contemporanea mediante concorsi aperti dedicati ai giovani è parte della storia e della missione della Galleria Nazionale», sottolinea Cristina Mazzantini, Direttrice della GNAMC. «Abbiamo ricevuto 41 progetti, molti dei quali di grande interesse. Un risultato che testimonia l’efficacia di una collaborazione interistituzionale virtuosa e di una felice partnership pubblico-privato».

Al centro di questo processo di trasformazione si colloca il nuovo edificio polifunzionale di via del Crocifisso, progettato dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects e realizzato da Techbau S.p.A. Il complesso ospiterà uno studentato, spazi commerciali, aree verdi e ambienti dedicati a eventi pubblici, configurandosi come un vero e proprio ecosistema urbano integrato. Un progetto pensato per attivare nuove relazioni sociali e urbane, in un contesto fortemente connesso dal punto di vista della mobilità e caratterizzato da una significativa presenza culturale, accademica e internazionale.

«Campus San Pietro interpreta in modo concreto il nostro approccio alla rigenerazione urbana», afferma Andrea Marchiori, CEO di Techbau S.p.A. «Un approccio che integra architettura, spazio pubblico e sostenibilità, in coerenza con i principi ESG e orientato alla certificazione BREEAM Excellent. In questo quadro, Connessioni Urbane introduce l’arte contemporanea come elemento strutturale del progetto».

Un percorso reso possibile anche grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale di Roma Capitale. «Questo progetto dimostra come pubblico e privato possano lavorare insieme per una rigenerazione condivisa», spiega Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica. «Il nuovo edificio di via del Crocifisso recupera e riporta in vita, dopo vent’anni, un’opera incompiuta e una ferita urbanistica, restituendo spazi pubblici più fruibili e collettivi. Anche così si costruisce una città migliore».

È in questo contesto che nasce Connessioni Urbane: un concorso rivolto a giovani artisti, chiamati a confrontarsi con un luogo altamente simbolico della trasformazione urbana romana. Il focus è un muro lungo 145 metri e alto 10, situato tra il nuovo edificio polifunzionale e la stazione ferroviaria di Roma San Pietro. Da barriera fisica e visiva, la parete diventa superficie narrativa, destinata ad accogliere un’opera permanente, accessibile e parte integrante del paesaggio urbano e della vita quotidiana del quartiere.

Durante l’evento di proclamazione saranno presentati i dieci progetti finalisti selezionati dalla giuria e annunciato il vincitore, la cui opera verrà realizzata all’interno del complesso, entrando a far parte stabilmente del nuovo volto dell’area. I progetti finalisti saranno inoltre esposti in una mostra aperta al pubblico, visitabile fino all’8 febbraio.

«La sfida è stata trovare un linguaggio capace di dialogare con un contesto fortemente razionale», spiega Mario Cucinella. «L’arte, con la sua matrice organica e libera, gioca sul contrasto con l’architettura e rilancia il processo di rigenerazione urbana. Architettura, arte e spazio pubblico sono gli ingredienti fondamentali di cui è fatta la città».

Il progetto di via del Crocifisso si propone così come un modello virtuoso di trasformazione urbana, in cui arte contemporanea, architettura e spazio pubblico concorrono alla costruzione di una città più inclusiva, vivibile e culturalmente attiva, restituendo valore e identità a un luogo che per troppo tempo è rimasto sospeso.

 

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Connessioni Urbane: quando l’arte ridisegna la città. La Gnamc proclama Gualandris vincitore del concorso di Techbau proviene da Associated Medias.