di Redazione
Dopo l’omicidio di uno studente a La Spezia, il governo accelera sull’introduzione dei metal detector negli istituti scolastici
Il dibattito sull’introduzione dei metal detector nelle scuole italiane si fa sempre più concreto. A confermarlo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante la trasmissione Cinque minuti, andata in onda dopo il Tg1. «Ci stiamo lavorando e credo che in queste ore, domani al massimo, usciremo con una direttiva condivisa con il ministro Valditara che invieremo a dirigenti scolastici e prefetti», ha annunciato il titolare del Viminale.
L’ipotesi sul tavolo non è quella di un controllo sistematico, ma di verifiche mirate su richiesta dei dirigenti scolastici. «Nel pieno rispetto dell’autonomia delle scuole – ha precisato Piantedosi – si potrà decidere, insieme ai prefetti, di effettuare controlli all’ingresso degli istituti, in particolare per contrastare il crescente fenomeno del possesso di coltelli da parte degli studenti». Le ispezioni, se richieste, potranno avvenire anche a sorpresa. In caso di indagini o sospetti penali, invece, i controlli seguiranno un iter giudiziario diverso.
Il progetto ha avuto una spinta decisiva dopo il tragico fatto di cronaca avvenuto a La Spezia, dove uno studente è stato accoltellato a morte da un compagno all’interno della scuola. Un episodio che ha acceso un dibattito nazionale sulla sicurezza negli istituti scolastici.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha condiviso l’iniziativa con Piantedosi, ha sottolineato che «non si tratta di repressione, ma di tutela». In un’intervista televisiva ha chiarito che la misura sarà adottata solo in quegli istituti dove emergono situazioni critiche: «Non possiamo ignorare il rischio. In certe scuole, dove si registrano maggiori problemi, è doveroso consentire ai dirigenti, in accordo con i prefetti, di installare metal detector».
Tuttavia, da parte dei dirigenti scolastici l’approccio è improntato alla cautela. Antonello Giannelli, presidente dell’ANP (Associazione nazionale dirigenti pubblici), ha invitato alla prudenza: «È una proposta nuova e complessa. Lo stesso ministro ha chiarito che non si tratterebbe di un utilizzo generalizzato, ma di interventi mirati. Un’applicazione diffusa avrebbe anche costi considerevoli».
Giannelli ha inoltre ricordato che eventuali controlli sulle borse non potrebbero essere effettuati dal personale scolastico: «Servirebbe l’intervento delle forze dell’ordine. Certamente tutto ciò che può salvare vite va considerato, ma non bisogna dimenticare il ruolo educativo delle famiglie. Non si tratta solo di sicurezza, ma di rispetto delle regole di convivenza: un ragazzo non dovrebbe nemmeno pensare di portare un coltello a scuola».
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L’articolo Metal detector a scuola: il governo prepara una direttiva, ma i presidi chiedono cautela proviene da Associated Medias.

