di Aisha Harrison
Tajani ironizza sulle accuse: “Non è che arrivano le SS, né uomini con il mitra e la faccia coperta. Stiamo parlando di funzionari specializzati in antiterrorismo”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha già fissato un’informativa alla Camera per il prossimo 4 febbraio
È ufficiale: gli agenti americani dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) saranno in Italia durante le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 anche se non avranno alcun ruolo operativo in strada. Il loro compito si limiterà a coordinarsi con le forze dell’ordine italiane dall’interno di una sala operativa allestita presso il Consolato Usa di Milano, consultando banche dati e supportando la protezione di atleti e delegazioni statunitensi. Una precisazione che però non ha spento le polemiche. La sola presenza dell’ICE, già finito sotto i riflettori internazionali per le violenze a Minneapolis durante le proteste anti-immigrazione, ha scatenato un vero e proprio terremoto politico.
Una petizione online, lanciata il 24 gennaio, ha già raccolto oltre quindicimila firme, con l’obiettivo di bloccare l’ingresso in Italia dell’agenzia federale, ritenuta “una minaccia ai valori universali che la manifestazione olimpica dovrebbe incarnare”. Sul fronte politico, la tensione è alle stelle.
In prima linea c’è il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che dice “Io, da italiano prima ancora che da cittadino milanese, non mi sento tutelato dal ministro Piantedosi. Questa è una milizia che uccide”. Dal Pd e dal M5S arrivano richieste urgenti di chiarimenti: i capigruppo dem vogliono la presenza della premier Meloni in Parlamento, mentre Giuseppe Conte attacca: “Basta con gli inchini, il governo prenda decisioni chiare”. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Peppe De Cristofaro, rincara la dose: “L’agenzia federale americana, simbolo della repressione dell’amministrazione Trump, non può operare nel nostro Paese senza autorizzazione”.
Dall’altro lato, il governo prova a smorzare i toni. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ironizza sulle accuse: “Non è che arrivano le SS, né uomini con il mitra e la faccia coperta. Stiamo parlando di funzionari specializzati in antiterrorismo”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha già fissato un’informativa alla Camera per il prossimo 4 febbraio, definendo la vicenda “una tempesta in un bicchiere d’acqua”.
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