di Carlo Longo
Donald Trump commenta l’uccisione dell’infermiere Alex Pretti da parte di agenti federali a Minneapolis, sollevando critiche e richieste di indagine indipendente mentre la situazione politica negli Stati Uniti si intensifica
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito “molto triste” l’uccisione di Alex Pretti, un cittadino americano morto per mano di agenti federali a Minneapolis, affermando che era stata avviata un’indagine approfondita e che avrebbe seguito personalmente gli sviluppi. Ha sottolineato la necessità di un processo “onorevole e onesto”, dichiarando: “Voglio vederlo con i miei occhi”.
Trump ha anche commentato l’uso di armi da parte dei civili: pur condannando l’incidente, ha ricordato che non si dovrebbero portare armi e che situazioni simili sono “molto sfortunate”.
Divergenze interne e distanze politiche
Nei giorni successivi alla sparatoria, Trump ha preso le distanze da alcune affermazioni più forti di membri della sua amministrazione. In particolare, ha corretto le parole del suo vice capo di gabinetto, Stephen Miller, che aveva descritto Pretti come un “assassino”, e ha smorzato l’enfasi sulle accuse contro la vittima.
Nonostante le critiche, Trump ha ribadito il sostegno alla ministra per la Sicurezza interna Kristi Noem, affermando che “sta facendo un ottimo lavoro e resta al suo posto”.
La controversia dei confini e delle forze federali
Il presidente ha usato l’occasione anche per difendere le politiche sul controllo dei confini, affermando che ora gli Stati Uniti dispongono di frontiere “completamente sicure” rispetto al passato. Per affrontare le tensioni a Minneapolis ha nominato Tom Homan, uno dei principali esperti in politiche sull’immigrazione, per lavorare con i funzionari locali e migliorare la situazione sul campo.
Contesto della sparatoria e reazioni pubbliche
L’uccisione di Pretti — un infermiere di 37 anni — da parte di agenti federali che stavano conducendo operazioni di controllo dell’immigrazione a Minneapolis ha scatenato proteste e un’ondata di critiche. Video pubblicati successivamente sembrano contraddire le versioni ufficiali iniziali, mostrando che Pretti era disarmato e teneva in mano solo un telefono pochi istanti prima degli spari.
Reazioni di figure politiche nazionali, tra cui l’ex presidente Joe Biden, hanno condannato l’incidente come una violazione dei diritti costituzionali, contribuendo a un dibattito più ampio sulla risposta federale agli scontri di Minneapolis.
Verso un’indagine approfondita
In risposta alle critiche e alle incongruenze tra le versioni ufficiali e le immagini del caso, numerosi organi di stampa e gruppi — compresa la National Rifle Association — hanno chiesto un’indagine completa e trasparente sull’uccisione di Pretti da parte delle forze federali.
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