di Redazione

La nuova società sarà controllata per l’80% da aziende e imprenditori americani, tra cui Oracle e Michael Dell. Trump rivendica il successo, ma crescono i timori su possibili influenze politiche sull’algoritmo

Dopo mesi di incertezza e trattative riservate, TikTok ha ufficializzato la vendita della propria divisione statunitense a un consorzio di imprenditori americani, mettendo fine – almeno per ora – al rischio di un blocco nel mercato USA. La decisione arriva in risposta al cosiddetto TikTok Ban, la legge varata nel 2024 dal Congresso durante l’amministrazione Biden, che imponeva la cessione delle attività statunitensi a soggetti non legati alla Cina per continuare a operare nel paese.

Al centro delle preoccupazioni statunitensi, la possibilità che il governo cinese potesse utilizzare TikTok, attraverso la sua società madre ByteDance, per attività di influenza o accesso ai dati personali degli utenti americani. Con oltre 200 milioni di utenti negli Stati Uniti, la piattaforma era diventata uno strumento centrale per la comunicazione digitale, soprattutto tra i più giovani.

La legge non era ancora entrata in vigore grazie a una serie di rinvii concessi dall’attuale presidente Donald Trump, che ha preferito guadagnare tempo per favorire una soluzione negoziata. Un accordo preliminare era stato firmato già a dicembre, ma è stato solo ora che la vendita è stata finalizzata.

Non sono stati diffusi i dettagli finanziari dell’operazione, anche perché né TikTok né ByteDance sono società quotate in borsa. Tuttavia, lo scorso settembre il vicepresidente JD Vance aveva indicato una valutazione indicativa di circa 14 miliardi di dollari per la sola divisione americana. L’intero gruppo ByteDance è stato invece valutato attorno ai 480 miliardi.

La nuova società che gestirà TikTok negli Stati Uniti si chiamerà TikTok USDS Joint Venture LLC. Sarà controllata all’80,1% da investitori americani, mentre il restante 19,9% resterà nelle mani di ByteDance. Tra i soci principali figurano nomi di rilievo nel mondo tecnologico e finanziario: Oracle, il fondo Silver Lake, MGX, oltre al miliardario Michael Dell, fondatore dell’omonima azienda informatica.

La nuova entità si occuperà, tra l’altro, della moderazione dei contenuti e della gestione operativa del social network negli USA. Non è ancora chiaro se l’esperienza d’uso per gli utenti subirà cambiamenti immediati. Tuttavia, l’identità dei nuovi azionisti — molti dei quali vicini all’amministrazione Trump — ha generato preoccupazioni tra analisti e utenti sul possibile orientamento politico dell’algoritmo.

Donald Trump ha accolto l’annuncio con entusiasmo. «Sono così felice di aver contribuito a salvare TikTok!», ha dichiarato, rivendicando il ruolo decisivo del governo nel raggiungimento dell’intesa. Il presidente aveva fatto del rinvio del blocco uno dei primi atti simbolici del suo nuovo mandato, proprio per evitare l’interruzione di un servizio ampiamente utilizzato dalla popolazione, in particolare dai giovani.

Diversi investitori coinvolti hanno legami personali e finanziari con Trump. Larry Ellison, co-fondatore di Oracle, è un suo alleato politico di lunga data e ha recentemente sostenuto l’offerta di acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di suo figlio, David Ellison. MGX, altro attore dell’accordo, ha avuto rapporti d’affari con la società di criptovalute legata alla famiglia Trump, la World Liberty Financial.

Per ora, da Pechino nessun commento ufficiale. L’accordo, che richiedeva il via libera presidenziale secondo la normativa approvata nel 2024, è stato formalmente approvato dalla Casa Bianca.

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