di Redazione
Gli assalitori hanno colpito almeno tre chiese in diversi punti del villaggio di Kurmin Wali mentre i fedeli erano riuniti per la preghiera, portandosi via un numero enorme di persone.

Kurmin Wali (Stato di Kaduna), Nigeria – In un crescendo di tensione e polemiche, la Nigeria è stata di nuovo scossa da un episodio di violenza estrema che mette sotto accusa la sicurezza dello Stato e solleva interrogativi profondi sulla gestione delle informazioni ufficiali. Nella comunità rurale di Kurmin Wali, nello Stato di Kaduna, decine di uomini armati non identificati hanno fatto irruzione durante i servizi religiosi di domenica 18 gennaio, prendendo con la forza centinaia di fedeli come ostaggi. Solo nelle ultime ore la Nigeria Police Force (NPF) ha ammesso che il rapimento è realmente avvenuto — una conferma arrivata dopo un primo, clamoroso rifiuto delle autorità di riconoscere l’accaduto.
Gli assalitori hanno colpito almeno tre chiese in diversi punti del villaggio di Kurmin Wali mentre i fedeli erano riuniti per la preghiera, portandosi via un numero enorme di persone. Secondo il portavoce della polizia, Benjamin Hundeyin sono in corso operazioni per localizzare e liberare le vittime, cercando allo stesso tempo di “ripristinare la calma nella zona”. I numeri, tuttavia, restano oggetto di dispute: mentre fonti ufficiali parlano di “oltre un centinaio” di persone rapite, leader comunitari e organizzazioni civili stimano che fino a 177 fedeli siano stati inizialmente portati via, con alcuni che sono riusciti a fuggire dalle mani dei rapitori.
L’episodio ha avuto un elemento di forte controversia: subito dopo l’attacco, il Commissario di Polizia dello Stato di Kaduna aveva infatti categoricamente negato che fosse avvenuto qualsiasi rapimento, definendo le voci come “false” e frutto di “mani tese a destabilizzare la pace”.Tuttavia, poche ore dopo, la stessa polizia ha dovuto fare marcia indietro, confermando che l’evento era reale e che le indagini e le ricerche erano state avviate: una smentita seguita da un’ammissione che ha scatenato critiche immediate da parte delle organizzazioni per i diritti umani e delle comunità cristiane.
Gruppi come Christian Solidarity Worldwide–Nigeria hanno accusato le forze di sicurezza di aver ostacolato le operazioni di verifica indipendente, arrivando perfino a bloccare l’accesso alla comunità agli osservatori esterni. La Christian Association of Nigeria (CAN) ha parlato apertamente di sequestri multipli e simultanei, descrivendo l’evento come uno dei più gravi di una lunga serie di attacchi armati e rapimenti di massa che affliggono le regioni centro-settentrionali del Paese. Questo episodio segue una serie di rapimenti di massa in Nigeria: scuole, villaggi e comunità religiose sono state prese di mira negli ultimi anni da gruppi armati spesso definiti “banditi”, che agiscono per estorcere riscatti o per incutere paura.
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L’articolo Nigeria. Terrore a Kaduna: la polizia conferma il rapimento di cristiani proviene da Associated Medias.

