di Corinna Pindaro
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto del consigliere regionale Giovanni Zannini per corruzione. Indagati anche due imprenditori di Castel Volturno. Interrogatorio il 4 febbraio
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha formalizzato la richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti nei confronti del consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini. Contestualmente, è stato chiesto il divieto di dimora per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, titolari di un’azienda attiva nel settore lattiero-caseario.
L’interrogatorio di garanzia davanti al Giudice per le indagini preliminari è stato fissato per il prossimo 4 febbraio. Solo dopo l’audizione, il gip deciderà se accogliere o respingere la richiesta avanzata dai magistrati.
Zannini, già presidente della Commissione Ambiente nella scorsa consiliatura regionale, è stato rieletto alle ultime elezioni nelle liste di Forza Italia, ottenendo oltre 31 mila preferenze.
L’accusa di corruzione e la presunta gita in yacht a Capri
Secondo l’impianto accusatorio, il consigliere regionale sarebbe coinvolto in un episodio di corruzione legato ai rapporti con gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, titolari della Spinosa Spa, azienda specializzata nella produzione di Mozzarella di Bufala Campana DOP con sede a Castel Volturno.
Gli inquirenti contestano a Zannini di aver ricevuto una gita a Capri su uno yacht di lusso, del valore stimato di circa 7.300 euro, in cambio di un suo intervento presso gli uffici della Regione Campania. I due imprenditori avevano necessità di risolvere alcune problematiche amministrative legate alla realizzazione di un impianto per la produzione casearia nel comune di Cancello Arnone.
Secondo la ricostruzione della Procura, il consigliere si sarebbe impegnato a favorire l’iter autorizzativo ricevendo in cambio il beneficio della vacanza in barca.
Le perquisizioni e l’avvio dell’indagine
L’inchiesta è emersa pubblicamente lo scorso 3 ottobre, quando i Carabinieri del Comando provinciale di Caserta e della Compagnia di Aversa hanno eseguito perquisizioni nell’abitazione di Zannini a Mondragone e nei suoi uffici al Centro Direzionale di Napoli.
L’8 ottobre il consigliere regionale si è presentato in Procura, avvalendosi della facoltà di non rispondere e depositando una memoria difensiva. In quella sede aveva annunciato l’intenzione di chiarire la propria posizione dopo la decisione del Tribunale del Riesame sul sequestro dei dispositivi informatici.
Altri episodi contestati nell’inchiesta
Oltre al caso Griffo, l’indagine coordinata dalla Procura guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni comprende altri episodi contestati a Zannini.
Tra questi, un secondo presunto episodio di corruzione che riguarderebbe l’imprenditore Alfredo Campoli: secondo gli inquirenti, il consigliere avrebbe ricevuto due motorini destinati ai figli in cambio di un intervento presso il Comune di Teano per un appalto nel settore ambientale.
A Zannini viene inoltre contestata un’accusa di concussione per presunte pressioni esercitate nei confronti dell’ex direttore sanitario dell’Asl di Caserta, Vincenzo Iodice, che si è dimesso nel settembre 2023.
Il nuovo iter previsto dalla riforma Nordio
Il procedimento segue il nuovo iter introdotto dalla riforma Nordio, che prevede l’interrogatorio di garanzia prima della decisione del giudice sull’applicazione della misura cautelare. Si tratta di una fase interlocutoria che rende pubblica la posizione della Procura già prima dell’eventuale provvedimento restrittivo.
Il 4 febbraio rappresenterà quindi una data decisiva: dopo aver ascoltato il consigliere regionale, il gip valuterà se accogliere la richiesta di arresto o respingerla.
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