di Carlo Longo
L’amministrazione Trump intensifica la caccia agli immigrati irregolari. In Minnesota indagini su governatore e sindaco, raid nei ristoranti e clima di terrore
La repressione dell’immigrazione irregolare negli Stati Uniti ha assunto i contorni di una vera e propria strategia intimidatoria. Il Minnesota è diventato il laboratorio della nuova politica dell’amministrazione Trump, che ha trasformato la caccia agli irregolari in una campagna ad alto impatto mediatico e psicologico.
Il governo federale ha avviato un’inchiesta senza precedenti contro il governatore democratico Tim Walz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, accusati di intralciare le operazioni dell’Ice, l’agenzia per l’immigrazione. I loro nomi si aggiungono a quelli di altri esponenti finiti nel mirino del Dipartimento di Giustizia, tra cui il presidente della Federal Reserve Jerome Powell e l’ex direttore dell’Fbi James Comey.
Il clima di paura nelle comunità ispaniche
La tensione è palpabile nelle città del Minnesota. Le strade di Minneapolis sono percorse ogni giorno da colonne di Suv e furgoni scuri dell’Ice, mentre oltre duemila agenti sono stati dispiegati sul territorio. Le comunità di origine latinoamericana vivono in uno stato di costante allerta.
Secondo le autorità locali, l’obiettivo non è solo individuare i migranti senza documenti, ma colpire simbolicamente luoghi di aggregazione e lavoro, trasformandoli in trappole a cielo aperto.
I raid nei ristoranti etnici
Uno degli episodi più discussi è avvenuto a Willmar, nel ristorante messicano a conduzione familiare El Tapatio. Quattro agenti dell’Ice sono entrati nel locale nel primo pomeriggio, hanno preso posto a un tavolo, ordinato piatti tradizionali e consumato il pasto sotto gli sguardi tesi del personale.
Solo dopo aver mangiato, sono usciti dal ristorante e hanno atteso i dipendenti alla fine del turno. Nel parcheggio hanno controllato i documenti e arrestato tre lavoratori, tra cui un cittadino messicano entrato illegalmente negli Stati Uniti.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna ha confermato che l’operazione era mirata a un sospetto specifico, ma l’arresto di altri dipendenti ha suscitato forti polemiche.
I locali messicani nel mirino
A St. Paul, alle porte di Minneapolis, anche il noto ristorante El Burrito Mercado è diventato un punto di osservazione per gli agenti federali. Per giorni, auto dell’Ice hanno sorvegliato l’area, scoraggiando clienti e dipendenti.
La direttrice dell’azienda, Milissa Silva-Diaz, ha denunciato apertamente l’uso del locale come base per operazioni di controllo: «Hanno trasformato la mia attività in un terreno di caccia». Altri ristoratori hanno scelto di limitare l’accesso al pubblico, passando alle sole consegne online per proteggere il personale.
Scontro istituzionale e mobilitazione civile
L’intervento federale ha aperto un duro scontro politico con le autorità locali. Il governatore Walz ha annunciato la mobilitazione della Guardia Nazionale del Minnesota per garantire l’ordine pubblico e tutelare i cittadini.
Nel frattempo, gruppi di attivisti e associazioni per i diritti civili presidiano le strade fin dalle prime ore del mattino, organizzando manifestazioni spontanee e reti di allerta per segnalare la presenza degli agenti.
Il Minnesota come banco di prova
Secondo diversi osservatori, la linea dura adottata in Minnesota rappresenta un modello che potrebbe essere esteso ad altri Stati. La Casa Bianca considera l’offensiva contro l’immigrazione uno dei pilastri della propria agenda politica in vista delle prossime scadenze elettorali.
Ma la radicalizzazione dello scontro istituzionale e sociale rischia di trasformare la lotta all’immigrazione in una crisi democratica senza precedenti.
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