di Emilia Morelli
La premier Giorgia Meloni apre con cautela a una futura presenza militare italiana in Groenlandia nell’ambito Nato. Il dossier al centro delle tensioni con Trump
Nelle scorse ore il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ironizzato sulla presenza militare francese in Groenlandia nell’ambito dell’esercitazione “Arctic Endurance”, che per ora coinvolge soltanto quindici uomini. Dietro le battute, però, si profila uno scenario ben più serio: una possibile presenza europea stabile nel territorio sotto sovranità danese, anche come risposta alle pressioni di Donald Trump.
Se l’ipotesi dovesse concretizzarsi, Roma sarebbe chiamata a decidere se partecipare. Ed è proprio per preparare il terreno che Giorgia Meloni ha aperto, pur con estrema cautela, alla possibilità di un coinvolgimento italiano.
Meloni: “La sicurezza della Groenlandia è responsabilità della Nato”
Dal Giappone, al termine della sua missione a Tokyo, la presidente del Consiglio ha affrontato il tema parlando dall’ambasciata italiana. La linea è chiara: nessuna iniziativa fuori dall’ombrello atlantico.
Secondo Meloni, il rafforzamento della sicurezza in Groenlandia è una questione seria e delicata che deve essere gestita esclusivamente nell’ambito della Nato. Il territorio, ha spiegato, rientra nella responsabilità dell’Alleanza Atlantica e qualsiasi ragionamento sulla presenza militare degli alleati deve avvenire in quel contesto.
La premier ha riconosciuto che le preoccupazioni americane sulla sicurezza dell’area artica non possono essere liquidate come mere provocazioni e che un rafforzamento della presenza occidentale è un tema legittimo. Ma, ha sottolineato, va affrontato evitando iniziative isolate e mantenendo una linea comune tra gli alleati.
Nessuno scontro con Washington
L’obiettivo di Palazzo Chigi è evitare una contrapposizione diretta con gli Stati Uniti. Meloni ha ribadito che non crede a un intervento militare unilaterale americano e che, conoscendo lo stile assertivo di Trump, è più probabile una soluzione politica.
La presenza di contingenti europei in Groenlandia, secondo la premier, non va letta come un atto divisivo, ma come un segnale di responsabilità condivisa. L’Italia è pronta a discutere un eventuale contributo, purché inserito in una cornice Nato e coordinato con gli altri partner occidentali.
Il dossier Gaza e il rapporto con Trump
Il filo diretto con la Casa Bianca resta centrale. Al momento l’Italia non è ufficialmente inclusa nel board esecutivo annunciato da Trump per Gaza, ma Meloni lascia intendere che Roma potrebbe avere un ruolo di primo piano nella futura governance politica.
La premier ha confermato che l’Italia ha già dato la propria disponibilità e attende ora le decisioni definitive sulla composizione del livello politico del board.
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