di Carlo Longo

Il “Consiglio per la Pace” guiderà la transizione nella Striscia, supervisionando anche un comitato tecnico palestinese. Previsto un accordo di demilitarizzazione con Hamas e l’invio di una forza di stabilizzazione

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la creazione di un “Consiglio per la Pace” dedicato a Gaza, un nuovo strumento politico-diplomatico inserito nella seconda fase del piano statunitense per porre fine al conflitto tra Israele e Hamas. La dichiarazione è arrivata attraverso un messaggio su Truth Social, la piattaforma personale del presidente: “È per me un grande onore annunciare che il Consiglio per la Pace è stato formato”, ha scritto, aggiungendo che i nomi dei membri saranno resi pubblici “a breve”.

Trump ha definito il nuovo organismo come “il consiglio più grande e prestigioso mai riunito in qualsiasi tempo e luogo”, segnalando l’ambizione geopolitica del progetto. A quanto si apprende, sarà lui stesso a presiederlo, con il compito di guidare la transizione nella Striscia di Gaza verso una fase di ricostruzione e pacificazione.

Il lancio del Consiglio arriva in parallelo con la nomina di un comitato tecnico palestinese di 15 membri, destinato a gestire l’amministrazione quotidiana di Gaza nel periodo postbellico. Questo comitato opererà sotto la supervisione diretta del Consiglio per la Pace, rafforzando il legame tra governance locale e visione internazionale.

Forza internazionale e formazione della polizia

Il piano elaborato con il sostegno degli Stati Uniti prevede anche l’invio di una Forza Internazionale di Stabilizzazione, che avrà il compito di garantire la sicurezza sul territorio e di formare nuove unità di polizia palestinesi, capaci di operare con criteri professionali e indipendenti.

Secondo Bassem Naim, figura di rilievo di Hamas, ora spetta “ai mediatori, al garante americano e alla comunità internazionale rafforzare il comitato” e accompagnare il fragile equilibrio della tregua in corso.

La fase due del piano americano

Il piano sostenuto da Washington è entrato in vigore il 10 ottobre, con l’obiettivo di ottenere la liberazione completa degli ostaggi detenuti da Hamas e fermare i combattimenti nella Striscia. Sebbene si sia aperta una fase di relativa calma, persistono denunce di violenze e difficoltà umanitarie. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, 451 persone sono state uccise da forze israeliane dopo l’inizio del cessate il fuoco.

Uno dei nodi principali resta il ritiro totale delle truppe israeliane dalla Striscia, richiesto con forza dai leader palestinesi. Anche se incluso nel piano, su questo punto non è stato ancora diffuso alcun calendario concreto.

Demilitarizzazione di Hamas e nuova leadership

Altro punto critico è il completo disarmo di Hamas, condizione posta da Israele come imprescindibile. Finora, il movimento islamista ha evitato qualsiasi impegno formale in tal senso. Tuttavia, secondo fonti interne, Hamas si starebbe preparando a convocare elezioni interne nei primi mesi del 2026, per riorganizzare una leadership fortemente colpita durante il conflitto.

L’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, ha scritto in un post che gli Stati Uniti si aspettano “il pieno rispetto degli impegni da parte di Hamas”. Trump ha rilanciato il messaggio aggiungendo: “Questi leader palestinesi sono fermamente impegnati per un futuro di PACIFICA!”, in riferimento alla formazione di un governo di transizione.

L’obiettivo finale: disarmo e ricostruzione

Trump ha infine delineato la visione strategica della sua amministrazione per Gaza: “Con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, garantiremo un accordo di DEMILITARIZZAZIONE COMPLETO con Hamas“, ha affermato. Il piano include “la consegna di tutte le armi” da parte del gruppo e “lo smantellamento di ogni tunnel” usato per scopi militari.

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