di Redazione

Nonostante il gesto, l’amministrazione statunitense conferma il proprio sostegno alla presidente ad interim Delcy Rodríguez

Giovedì María Corina Machado, figura dell’opposizione venezuelana, ha varcato i cancelli della Casa Bianca per incontrare il presidente statunitense Donald Trump, in un appuntamento a porte chiuse che ha avuto più valore simbolico che politico. Durante il pranzo con il capo di Stato, Machado ha donato a Trump la medaglia del Premio Nobel per la Pace che le era stato conferito nell’ottobre scorso, un gesto che lei stessa ha descritto come un “riconoscimento per il suo impegno unico a favore della nostra libertà”.

Ma il regalo, sebbene accolto con gratitudine – Trump ha parlato di “grande onore” – non sembra aver spostato l’asse politico di Washington riguardo al futuro del Venezuela. Machado continua a restare fuori dal processo di transizione che si è aperto nel paese sudamericano dopo l’intervento militare statunitense e la cattura di Nicolás Maduro e della moglie, avvenuta poche settimane fa.

A confermare la posizione della Casa Bianca è stata la portavoce Karoline Leavitt, che, durante una conferenza stampa parallela all’incontro, ha ribadito che “il presidente non ha cambiato idea: Machado non dispone del sostegno né del rispetto necessari per guidare il Venezuela in questo momento critico”.

La scelta dell’amministrazione Trump rimane saldamente orientata su Delcy Rodríguez, attuale presidente ad interim e già vicepresidente sotto Maduro. Una figura controversa, ma che secondo la Casa Bianca ha finora dimostrato “estrema cooperazione” nel dialogo con Washington. Sempre giovedì, Rodríguez si è rivolta all’assemblea nazionale chiedendo il via libera a riforme del settore petrolifero per attrarre investimenti stranieri, con particolare attenzione alle aziende statunitensi, e ha fatto appello a “non avere paura della diplomazia”.

L’incontro tra Machado e Trump si è svolto lontano dai riflettori: l’oppositrice è entrata dalla porta ovest della Casa Bianca – non quella principale, riservata ai capi di Stato – e la stampa non ha avuto accesso. All’uscita, Machado si è limitata a definire il faccia a faccia “molto positivo”, fermandosi a salutare un gruppo di sostenitori venezuelani presenti all’esterno. Più tardi, dopo un passaggio al Congresso dove ha incontrato membri di Camera e Senato, ha fornito qualche dettaglio in più sul gesto della medaglia: “Volevo ringraziarlo personalmente per ciò che ha fatto e continua a fare per il nostro popolo”.

La figura di Machado rimane centrale nel panorama politico venezuelano. Nel 2023 aveva vinto con ampio margine le primarie dell’opposizione per candidarsi alla presidenza contro Maduro, ma le autorità del regime le avevano impedito di partecipare ufficialmente al voto. Il Premio Nobel per la Pace, attribuitole per il suo impegno nella difesa dei diritti e della democrazia, sembrava aver consolidato il suo ruolo di alternativa credibile al chavismo. Tuttavia, gli sviluppi degli ultimi mesi – e la freddezza con cui l’amministrazione Trump la sta trattando – raccontano un altro scenario.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Machado incontra Trump alla Casa Bianca e gli consegna il suo Nobel per la Pace proviene da Associated Medias.