di Carlo Longo
Udienza privata in Vaticano per i parenti dei ragazzi morti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Papa Leone XIV: “La vostra speranza non è vana”
Un’udienza segnata dal dolore, ma anche dalla fede e dalla speranza. Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico un gruppo di genitori e
familiari dei ragazzi morti nell’incendio di Capodanno nel locale di Crans-Montana.
Il Pontefice ha voluto incontrarli personalmente per offrire parole di consolazione cristiana, senza nascondere la profondità della sofferenza che accompagna una tragedia di tale portata. Con la voce provata da un raffreddore, Leone XIV ha parlato a braccio, rivolgendosi ai presenti con tono commosso e partecipe.
“Ho detto subito sì alla vostra richiesta”
“Quando ho saputo che avevate chiesto di incontrarmi, ho detto subito sì”, ha confidato il Papa. “Volevo trovare il tempo per condividere con voi questo momento di dolore, che è una vera prova della fede”.
Il Pontefice ha ricordato come, davanti a una perdita così improvvisa e violenta, sorga inevitabilmente una domanda che accompagna ogni credente: “Perché, Signore, perché?”. Una domanda che ritorna nei momenti più bui dell’esistenza, quando anche le parole sembrano impotenti.
Il dolore di una perdita improvvisa e inspiegabile
Nel suo discorso, Leone XIV ha evocato la brutalità dell’incendio che ha sconvolto famiglie e comunità: una catastrofe che ha colpito nel momento della festa, nel giorno in cui si celebrava l’inizio di un nuovo anno.
“Una delle persone a voi più care ha perso la vita in una tragedia di estrema violenza – ha detto – oppure si trova ancora ricoverata, segnata nel corpo e nell’anima dalle conseguenze di un incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo”.
Il Papa ha riconosciuto quanto sia difficile trovare parole adeguate di fronte a un dolore così profondo: “Cosa dire in una circostanza simile? Dove trovare una consolazione che non sia fatta di frasi vuote, ma che sappia toccare il cuore e ravvivare la speranza?”.
La fede come luce nei momenti più bui
Secondo Leone XIV, l’unica risposta autentica può venire dalla fede cristiana e dalla Croce. Ha ricordato il grido di Gesù sul Calvario: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, sottolineando che anche il Figlio di Dio ha attraversato l’abisso dell’abbandono e del dolore.
Ma quel silenzio, ha aggiunto, è stato spezzato dalla Risurrezione: “Dopo tre giorni di attesa, Gesù risorge e vive per sempre nella luce della Pasqua. Questa è la risposta del Padre”.
“Nulla vi separerà dall’amore di Cristo”
Il Papa ha poi voluto rassicurare i familiari delle vittime: “Nulla potrà mai separarvi dall’amore di Cristo, così come i vostri cari che soffrono o che avete perso”.
La fede, ha spiegato, è la luce che permette di attraversare anche le notti più oscure dell’esistenza, sostenendo il cammino con pazienza e perseveranza. “Gesù ci precede su questa strada di morte e risurrezione. È un cammino che chiede forza interiore, ma che conduce alla meta”.
La preghiera della Chiesa e la benedizione finale
Nel congedarsi, Leone XIV ha assicurato ai presenti la vicinanza di tutta la Chiesa: “Portiamo il vostro dolore nel nostro cuore. Siate certi della preghiera della Chiesa e della mia preghiera personale per i vostri cari, per chi soffre e per voi”.
Affidando i familiari alla protezione di Maria, la Madonna dei Dolori, il Papa ha invitato a custodire la speranza anche nella notte della sofferenza, con la certezza che un nuovo giorno potrà sorgere.
L’incontro si è concluso con la benedizione pontificia e l’augurio che “la pace e la consolazione della fede vi accompagnino sempre”.
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