di Mario Tosetti

Secondo Iran International, nelle proteste in Iran sarebbero state uccise almeno 12mila persone. Dure reazioni internazionali e sostegno di Trump ai manifestanti

iranLe proteste che da settimane attraversano l’Iran potrebbero aver provocato una delle peggiori stragi della storia contemporanea del Paese. Secondo Iran International, testata dell’opposizione con sede a Londra, almeno 12mila persone sarebbero state uccise, in larga parte giovani sotto i 30 anni.

Il comitato editoriale del media afferma che il massacro si sarebbe consumato soprattutto nelle notti tra l’8 e il 9 gennaio, definendolo «il più grande eccidio della storia moderna iraniana». La stima sarebbe frutto di un’indagine condotta su dati sanitari, fonti interne al regime e analisi incrociate provenienti anche da ambienti vicini al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.

La diffusione delle informazioni, spiegano i giornalisti, è stata volutamente ritardata per consentire la verifica delle prove, anche a causa del blackout informativo imposto dal governo.

Le cifre ufficiali e il buio imposto dal regime

Le autorità iraniane forniscono una versione molto diversa. Una fonte del ministero della Sanità ha riferito al New York Times che le vittime sarebbero circa 3mila, includendo anche membri delle forze di sicurezza e attribuendo le morti ad azioni di presunti “terroristi”.

Le ultime stime dell’ong Human Rights Activists News Agency parlano invece di almeno 646 morti, ma il blocco quasi totale di internet rende estremamente difficile raccogliere dati indipendenti e verificabili.

L’oscuramento delle comunicazioni, imposto ormai da giorni, ha isolato il Paese e reso impossibile una ricostruzione completa degli eventi.

Trump ai manifestanti: “L’aiuto sta arrivando”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto pubblicamente in sostegno delle proteste. In un messaggio pubblicato su Truth, ha invitato gli iraniani a non arrendersi:
«Continuate a protestare. Riprendetevi le vostre istituzioni. Annotate i nomi degli assassini, pagheranno un prezzo elevato».

Trump ha inoltre annunciato la sospensione di ogni contatto con Teheran fino alla fine delle repressioni e ha assicurato che «l’aiuto sta arrivando». Secondo Axios, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff avrebbe incontrato in segreto l’ex principe ereditario Reza Pahlavi per discutere degli sviluppi della crisi.

Le reazioni internazionali e la condanna dell’Onu

La repressione ha provocato una dura reazione della comunità internazionale. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato di essere «inermi di fronte a un uso inaccettabile della forza contro manifestanti pacifici».

Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha condannato la violenza, affermando che «un regime che si regge solo sulla repressione è ormai arrivato alla fine». L’Unione Europea, attraverso la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ha annunciato nuove sanzioni contro i responsabili delle violazioni dei diritti umani.

In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore iraniano alla Farnesina.

Mosca contro Washington: “Minacce inaccettabili”

La Russia ha reagito alle dichiarazioni di Trump definendo «inaccettabili» le minacce di un possibile intervento militare. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha accusato Washington di tentativi di ricatto economico e politico nei confronti dei partner dell’Iran.

Mentre le piazze continuano a riempirsi e la repressione si intensifica, l’Iran resta isolato dal mondo, sospeso tra una rivolta popolare sempre più estesa e la risposta brutale di un regime deciso a mantenere il potere con ogni mezzo.

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