di Carlo Longo
Il tribunale di Sion nega i domiciliari a Jessica Moretti, proprietaria del Le Constellation: obbligo di firma, cauzione e divieto di espatrio mentre emergono nuovi dettagli sulla strage
Il tribunale di garanzia di Sion ha respinto la richiesta di arresti domiciliari per Jessica Maric Moretti, proprietaria insieme al marito Jacques del locale Le Constellation di Crans-Montana, teatro della strage costata la vita a 40 persone. I giudici hanno optato per misure alternative alla detenzione preventiva, su proposta della procura.
Alla donna è stato imposto l’obbligo di consegnare i documenti di identità, di presentarsi quotidianamente alla polizia e di non lasciare il territorio svizzero. Dovrà inoltre versare una cauzione, il cui importo sarà stabilito in un secondo momento, dopo ulteriori accertamenti patrimoniali.
Il ruolo centrale nella gestione del locale
Le indagini stanno delineando una posizione sempre più rilevante di Jessica Moretti nella gestione del Le Constellation e, più in generale, negli affari della coppia. Dal 2024 la donna risulta infatti direttrice generale e legale rappresentante del locale, ristrutturato dal marito “secondo i suoi gusti”, ma amministrato operativamente da lei.
Negli ultimi anni i Moretti avevano costruito in tempi rapidissimi un vero e proprio impero immobiliare e commerciale sull’altopiano di Crans-Montana, tra bar, ristoranti e ville, attirando l’attenzione degli investigatori anche per l’opacità di alcune operazioni finanziarie.
La notte dell’incendio e i video riemersi
La sera del rogo, nel locale era presente solo Jessica Moretti. Il marito non si trovava al Le Constellation. Secondo quanto emerso dalle immagini recuperate dal sito Inside Paradeplatz e dalla televisione svizzera, la donna sarebbe stata ripresa mentre lasciava rapidamente il seminterrato ancora integro, salendo le scale con una grossa borsa scura tra le mani.
Alcuni testimoni hanno raccontato agli inquirenti di averla vista fuggire subito con l’incasso, mentre all’interno del locale si sviluppavano le fiamme. I filmati, secondo gli investigatori, metterebbero in discussione anche la prima versione fornita dalla donna ai magistrati.
Le contraddizioni nel racconto
Le immagini non mostrerebbero segni di ustioni al braccio, come invece dichiarato inizialmente da Jessica Moretti. Non risulterebbero nemmeno tentativi di avvisare i clienti, né inviti a lasciare il locale, né chiamate ai soccorsi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, non ci sarebbe stata alcuna azione concreta per aiutare le persone che cadevano a terra mentre il fumo e le fiamme invadevano il seminterrato.
Un quadro che rafforza la posizione della procura, convinta che il comportamento della donna nella fase immediatamente successiva allo scoppio dell’incendio debba essere approfondito sotto il profilo delle responsabilità penali.
Il dolore delle famiglie e l’udienza dal Papa
Nel frattempo, il dolore delle famiglie delle vittime resta al centro dell’attenzione. Giovedì Papa Leone XIV riceverà in udienza privata in Vaticano alcuni genitori dei ragazzi italiani morti nell’incendio. L’incontro avverrà in forma strettamente riservata e rappresenterà un momento di raccoglimento e vicinanza per chi ha perso i propri figli nella tragedia di Capodanno.
Un’inchiesta ancora aperta
La posizione di Jessica Moretti resta ora sotto stretta osservazione giudiziaria. Le misure restrittive, il divieto di espatrio e la futura cauzione segnano un passaggio importante dell’inchiesta, che continua a far emergere nuovi elementi su quanto accaduto al Le Constellation e sulla gestione di un locale diventato teatro di una delle peggiori tragedie degli ultimi anni sulle Alpi svizzere.
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