di Redazione

Le dichiarazioni del presidente USA, seguite da minacce economiche e rivendicazioni militari, hanno provocato la dura reazione dell’Avana. Diaz-Canel ribadisce la sovranità dell’isola, mentre il ministro degli Esteri cubano accusa Washington di minacciare la pace globale

Nuovo scontro diplomatico tra Washington e L’Avana, con il presidente statunitense Donald Trump che torna a usare i social per lanciare messaggi provocatori verso Cuba. L’ex presidente e candidato alle prossime elezioni ha rilanciato su Truth Social un post di un utente poco noto, in cui si affermava ironicamente che il senatore Marco Rubio – di origini cubane – sarebbe il futuro presidente dell’isola. Accompagnato da un’emoji che ride, il messaggio è stato commentato da Trump con entusiasmo: “Mi sembra un’ottima idea!”.

La provocazione, che gioca sull’origine cubana di Rubio, noto per le sue posizioni dure contro i regimi di sinistra in America Latina, ha immediatamente acceso le reazioni da parte delle autorità cubane.

In un successivo intervento sulla stessa piattaforma, Trump ha rincarato la dose. Accusando Cuba di aver beneficiato per anni di petrolio e fondi provenienti dal Venezuela in cambio di servizi di sicurezza al regime chavista, l’ex presidente ha scritto: “Ma ora non più! La maggior parte di quei cubani è morta a causa dell’attacco statunitense delle ultime settimane”. Trump ha aggiunto che gli USA ora “proteggono il Venezuela” e ha minacciato di bloccare ogni ulteriore flusso di denaro e risorse verso Cuba, lanciando un ultimatum: “Suggerisco vivamente che raggiungano un accordo, prima che sia troppo tardi”.

Dall’Avana la risposta non si è fatta attendere. Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha replicato con fermezza: “Cuba è una nazione libera, indipendente e sovrana. Nessuno ci dice cosa fare”, ha scritto su X (ex Twitter), aggiungendo che l’isola “è pronta a difendere la patria fino all’ultima goccia di sangue”.

Anche il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla è intervenuto, accusando direttamente Washington di minacciare la stabilità globale. “Gli Stati Uniti si comportano come un egemone criminale e incontrollato”, ha affermato, sottolineando che Cuba “non ha mai ricevuto compensi monetari o materiali per servizi di sicurezza offerti ad altri paesi” e che “ha il diritto assoluto di commerciare carburante con chiunque, senza interferenze”.

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