di Redazione

L’83esima edizione dei Golden Globe si è svolta domenica sera a Los Angeles, aprendo ufficialmente la stagione dei premi cinematografici. Premi importanti anche per Hamnet, L’agente segreto, e I peccatori

Con una cerimonia scintillante tenutasi domenica sera a Los Angeles, l’83esima edizione dei Golden Globe ha dato ufficialmente il via alla stagione dei premi di Hollywood, anticipata quest’anno solo dai Critics Choice Awards. L’evento ha visto trionfare Una battaglia dopo l’altra, commedia firmata da Paul Thomas Anderson, e la miniserie britannica Adolescence, distribuita su Netflix: entrambe le produzioni hanno conquistato ben quattro riconoscimenti ciascuna, imponendosi come le protagoniste assolute della serata.

Il film di Anderson ha vinto come miglior commedia, guadagnandosi anche i premi per la miglior regia e la miglior sceneggiatura, entrambi attribuiti allo stesso Anderson. Teyana Taylor si è aggiudicata il Golden Globe come miglior attrice non protagonista per il suo ruolo nel film, confermando il successo corale dell’opera.

Sul fronte del cinema drammatico, a imporsi è stato Hamnet di Chloé Zhao, che ha conquistato il premio come miglior film e ha visto la sua protagonista Jessie Buckley premiata come miglior attrice. L’uscita italiana è prevista per il 5 febbraio.

Anche il film brasiliano L’agente segreto, diretto da Kleber Mendonça Filho, ha fatto doppietta, portando a casa i premi per il miglior film internazionale e per la performance intensa di Wagner Moura, eletto miglior attore in un film drammatico. Il film arriverà nei cinema italiani il 29 gennaio.

Grande serata anche per I peccatori di Ryan Coogler, che ha ricevuto riconoscimenti per la miglior colonna sonora, firmata da Ludwig Göransson, e per i migliori incassi dell’anno, sottolineando un successo tanto artistico quanto commerciale.

Tra le interpretazioni maschili più celebrate, spicca quella di Timothée Chalamet, che ha vinto come miglior attore in una commedia per il suo ruolo in Marty Supreme, in uscita in Italia il 22 gennaio. Chalamet, come Jessie Buckley, aveva già vinto ai Critics Choice Awards, consolidando così la sua corsa verso l’Oscar. Rose Byrne è stata invece premiata come miglior attrice in una commedia per If I Had Legs I’d Kick You.

Adolescence, miniserie ambientata nel Regno Unito, ha conquistato i cuori e la critica, ottenendo il riconoscimento come miglior miniserie e portando a casa altri tre premi attoriali: Stephen Graham è stato premiato come miglior attore protagonista, mentre Owen Cooper (appena sedicenne) e Erin Doherty hanno vinto rispettivamente come miglior attore e attrice non protagonista in una miniserie o film per la TV.

Tra le serie, il premio per miglior dramma è andato a The Pitt, visibile in Italia su Now, che ha anche regalato a Noah Wyle il premio per il miglior attore in una serie drammatica. Rhea Seehorn, invece, è stata premiata come miglior attrice per la serie Pluribus. Sul fronte comedy, il riconoscimento per miglior serie è andato a The Studio, distribuita da Apple TV+, con Seth Rogen e Jean Smart premiati come migliori interpreti nella categoria commedia.

L’animazione ha trovato spazio con KPop Demon Hunters, che ha trionfato come miglior film d’animazione e per la miglior canzone originale con il brano Golden. Michelle Williams è stata invece premiata come miglior attrice in una miniserie per la sua interpretazione in Dying for Sex.

Tra le curiosità della serata, Ricky Gervais ha vinto il premio per la miglior performance di stand-up comedy con il suo spettacolo Mortality, mentre il premio come miglior podcast è andato a Good Hang with Amy Poehler, segno dell’attenzione crescente dell’industria per i formati digitali.

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