di Redazione
Giorgia Meloni aveva subito offerto la disponibilità italiana. Secondo le indiscrezioni, il Board sarà composto da 15 Paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Arabia Saudita, Qatar, Egitto e Turchia

Domani l’annuncio ufficiale di Donald Trump, ma l’intesa è già definita: l’Italia entrerà nel Board of Peace che supervisionerà l’amministrazione transitoria della Striscia di Gaza. La conferma, dopo le anticipazioni dei media arabi, è arrivata da Bishara Bahbah, capo del comitato “Arab Americans for Peace”, al quotidiano Asharq Al-Awsat. Un risultato rivendicato da Palazzo Chigi: Giorgia Meloni aveva subito offerto la disponibilità italiana. Secondo le indiscrezioni, il Board sarà composto da 15 Paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Arabia Saudita, Qatar, Egitto e Turchia. Trump ha parlato di “leader delle nazioni più importanti”. Sul campo potrebbe rappresentarlo l’ex inviato Onu per il Medio Oriente Nikolay Mladenov; allo studio anche l’ingresso dei vertici di Fmi e Banca mondiale.
Il debutto del Board è previsto a Davos, a margine del Forum economico mondiale (19-25 gennaio), dove sarà presente anche la premier italiana. Roma punta a valorizzare il ruolo di mediazione costruito negli ultimi mesi con Washington, l’Autorità palestinese e i Paesi del Golfo, confermando l’obiettivo della soluzione dei due Stati e la disponibilità a contribuire, se richiesto e con mandato Onu, a una forza multinazionale.
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