di Mario Tosetti

Arrestati i titolari del pub Le Constellation di Crans-Montana dopo l’incendio di Capodanno: 40 morti e oltre 100 feriti. Indagini su gravi carenze di sicurezza

crans montanaSvolta nell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana. La procura del Canton Vallese ha disposto l’arresto di Jacques Moretti, titolare del pub Le Constellation, teatro dell’incendio che ha causato 40 morti e 116 feriti. Al termine di un interrogatorio durato oltre sei ore, l’uomo è stato portato via dal palazzo di giustizia di Sion a bordo di un veicolo della polizia cantonale.

Misure restrittive anche per la moglie, Jessica Moretti, che è stata posta agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico. La donna, madre di un bambino di otto mesi, ha lasciato la procura accompagnata dai suoi legali.

Le parole di Jessica Moretti: “Una tragedia inimmaginabile”

All’uscita dagli uffici giudiziari, Jessica Moretti ha rilasciato una breve dichiarazione ai giornalisti, visibilmente scossa. In lacrime, ha espresso il proprio dolore per quanto accaduto e ha rivolto un pensiero alle vittime e alle loro famiglie. Ha parlato di una tragedia che nessuno avrebbe potuto immaginare e ha chiesto scusa per quanto successo nel loro locale.

La coppia si era presentata in procura alle prime ore del mattino, mano nella mano, affrontando una folla di cronisti, fotografi e operatori televisivi. Lui è apparso impassibile, lei profondamente provata, con lo sguardo abbassato dietro grandi occhiali scuri.

L’arrivo in procura e l’interrogatorio

I gestori del Le Constellation erano accompagnati da tre avvocati, tra cui la nota penalista Yaël Hayat, insieme ai colleghi Nicola Meier e Patrick Michod. L’ingresso negli uffici della procura è stato reso difficile dalla presenza dei media, tanto che la polizia è dovuta intervenire per aprire un varco.

I due sono stati ascoltati separatamente dai magistrati coordinati dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud. Sono formalmente indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.

Il timore di fuga e le prove scomparse

Nei giorni scorsi gli avvocati delle vittime avevano chiesto l’arresto dei gestori, ritenendo concreto il rischio di fuga. Essendo cittadini francesi, in caso di rientro in Francia non sarebbero infatti estradabili né processabili in Svizzera. Tra le preoccupazioni sollevate anche il possibile inquinamento delle prove.

Subito dopo la tragedia, infatti, i profili social della coppia sono stati cancellati. Secondo gli inquirenti, avrebbero potuto contenere immagini e video utili alle indagini, soprattutto alla luce delle gravi irregolarità emerse sulla sicurezza del locale.

Le gravi carenze di sicurezza nel pub

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’incendio sarebbe stato innescato da candele pirotecniche accese sulle bottiglie di champagne e avvicinate al soffitto, rivestito con materiale fonoassorbente altamente infiammabile. In pochi minuti le fiamme hanno devastato il locale, trasformando il seminterrato – dove si trovavano decine di ragazzi – in una trappola mortale.

L’uscita di sicurezza era bloccata e l’unica via di fuga era una scala verso il piano superiore, insufficiente per garantire un’evacuazione rapida. Molte delle vittime sono morte per ustioni, altre per asfissia.

È emerso inoltre che il Comune di Crans-Montana non aveva effettuato controlli nel locale per sei anni, dal 2020 al 2025. Anche l’amministrazione comunale rischia ora di finire coinvolta nell’inchiesta.

Le famiglie delle vittime e il fronte legale

I familiari dei ragazzi italiani morti o feriti nella strage stanno lavorando per affidarsi a un unico legale in Svizzera, dove si celebrerà il processo principale. L’obiettivo è coordinare le azioni giudiziarie e tutelare al meglio i diritti delle vittime.

Nel frattempo, diverse procure italiane hanno avviato accertamenti paralleli. A Bologna è stata disposta la riesumazione della salma di Giovanni Tamburi per eseguire l’autopsia su delega della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio e incendio colposi. Nei prossimi giorni verranno eseguite anche le autopsie su Chiara Costanzo, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini.

Un’inchiesta destinata ad allargarsi

L’arresto dei gestori del Le Constellation rappresenta un primo passo importante in un’indagine destinata ad allargarsi. Le responsabilità individuali e istituzionali sono ora al centro dell’inchiesta, mentre le famiglie chiedono verità e giustizia per una tragedia che ha sconvolto l’Europa nella notte di Capodanno.

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