di Emilia Morelli
Giorgia Meloni chiude l’anno con una lunga conferenza stampa: no a elezioni anticipate, focus su politica estera, referendum a marzo, piano casa e nuove misure sulla sicurezza
È durata quasi tre ore la conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, un appuntamento che ha segnato un bilancio politico ampio e articolato. La premier ha voluto innanzitutto blindare l’esecutivo, definendolo “solido” e respingendo con decisione l’ipotesi di elezioni anticipate. Al centro del suo intervento anche il rapporto con gli alleati di governo, con parole di apprezzamento per Matteo Salvini e Antonio Tajani, indicati come protagonisti di un lavoro che, a suo dire, ha prodotto risultati importanti.
Meloni ha ribadito che il centrodestra non vive tensioni interne tali da mettere in discussione la stabilità della maggioranza e ha escluso qualsiasi scenario di crisi politica nel breve periodo.
Venezuela, Groenlandia e Ucraina: la linea della premier sulla politica estera
Ampio spazio è stato dedicato alla politica internazionale, a partire dal Venezuela. La presidente del Consiglio ha garantito che il governo continuerà a seguire la vicenda del cooperante italiano Alberto Trentini fino al suo rientro in patria, assicurando che l’Italia non abbandonerà la famiglia finché la madre non potrà riabbracciare il figlio.
Sulla Groenlandia, Meloni ha preso le distanze dalle ipotesi di un intervento militare americano, chiarendo che non condividerebbe un’azione di questo tipo da parte di Donald Trump. Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, ha sostenuto che sia arrivato il momento per l’Unione europea di aprire un canale di dialogo con la Russia, respingendo l’idea che Salvini possa essere considerato filoputiniano e dicendosi sorpresa dalle posizioni espresse dall’eurodeputato Roberto Vannacci.
Alla luce delle posizioni assunte dalle opposizioni, la premier ha invitato il Partito democratico a presentare una mozione chiara in Parlamento se ritiene che l’Italia debba rivedere il proprio approccio sul conflitto.
Referendum a marzo e legge elettorale
Passando ai temi interni, Meloni ha confermato che i referendum si svolgeranno il 22 e 23 marzo. Ha poi affrontato il tema della legge elettorale, spiegando di auspicare una riforma condivisa tra le forze politiche, ma senza escludere la possibilità di procedere anche a maggioranza qualora non si trovasse un’intesa.
Sul fronte istituzionale ha ribadito che, anche in caso di vittoria dei “no” al referendum sulla giustizia, non si dimetterebbe, respingendo l’idea che l’esito referendario possa essere letto come un giudizio diretto sull’operato del governo.
Piano casa e stretta sulla sicurezza
Tra gli annunci più concreti, la presidente del Consiglio ha illustrato un nuovo piano casa che punta alla realizzazione di circa 100mila appartamenti a prezzi calmierati, con l’obiettivo di sostenere le famiglie e facilitare l’accesso all’abitazione.
Sul fronte della sicurezza, Meloni ha ammesso che il lavoro svolto finora non è sufficiente e ha parlato della necessità di un vero cambio di passo a partire dal 2026. In questo quadro ha annunciato una legge contro il fenomeno delle cosiddette “maranza”, che prevede il divieto per i minori di portare con sé armi da taglio.
Attacchi alla magistratura e polemica con la sinistra
Uno dei passaggi più duri della conferenza è stato quello dedicato alla magistratura. Meloni ha accusato alcune toghe di vanificare il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento e ha criticato l’Associazione nazionale magistrati per la campagna contro il referendum sulla giustizia.
Non sono mancati attacchi alla sinistra, accusata di essersi schierata, a suo dire, “sempre dalla parte sbagliata della storia” su dossier internazionali come quello venezuelano e sulla crisi in Medio Oriente.
Crans-Montana, Quirinale e una battuta su Fiorello
Nel ricordare la tragedia di Crans-Montana, la premier ha annunciato l’intervento dell’Avvocatura dello Stato per tutelare le famiglie delle vittime, parlando di una vicenda legata alla ricerca di “soldi facili” e promettendo che eventuali responsabilità saranno perseguite con fermezza.
Alla domanda su un possibile futuro al Quirinale, Meloni ha risposto con una battuta, dicendo che preferirebbe lavorare con Fiorello piuttosto che ambire alla presidenza della Repubblica. Ha comunque confermato i buoni rapporti con Sergio Mattarella, pur ammettendo che non sempre le loro posizioni coincidono.
Radio Radicale, Gedi e occupazione
In chiusura, la presidente del Consiglio ha promesso fondi per Radio Radicale e ha assicurato che il governo seguirà da vicino la vicenda del gruppo Gedi, con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali.
Una conferenza lunga e densa, con cui Giorgia Meloni ha voluto chiudere l’anno politico rivendicando la tenuta del governo e rilanciando l’agenda per i prossimi mesi, tra riforme istituzionali, sicurezza, politiche sociali e dossier internazionali ancora aperti.
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