di Ennio Bassi

Le autorità statunitensi hanno sequestrato due petroliere, tra cui la russa Bella 1, nel quadro delle operazioni contro la rete marittima che elude le sanzioni internazionali. L’abbordaggio in pieno oceano Atlantico è avvenuto dopo settimane di inseguimento

La Guardia costiera statunitense ha portato a termine con successo il sequestro della petroliera russa Bella 1 nel cuore dell’oceano Atlantico, al termine di un lungo inseguimento iniziato a dicembre. Le autorità americane avevano intercettato la nave settimane prima nel mar dei Caraibi, ma l’equipaggio aveva rifiutato di fermarsi, costringendo le forze statunitensi a lanciare un’operazione prolungata che ha visto coinvolti anche elicotteri, aerei da ricognizione e una nave della Guardia costiera. Secondo fonti del New York Times, l’equipaggio della Bella 1 non ha opposto resistenza al momento dell’abbordaggio.

La vicenda si inserisce nella più ampia strategia americana contro la cosiddetta “flotta fantasma”, un insieme di navi usate per trasportare petrolio iraniano o venezuelano eludendo le sanzioni. La Bella 1, partita dall’Iran, aveva navigato a lungo in prossimità delle acque venezuelane prima di dirigersi verso nord-est. L’ultima rotta nota la collocava tra l’Islanda e il Regno Unito, presumibilmente in direzione del mar Baltico o del porto russo di Murmansk.

Nel corso della fuga, l’equipaggio ha messo in atto manovre che hanno reso evidente il legame con Mosca: dapprima ha dipinto sullo scafo una bandiera russa, poi ha ribattezzato la nave “Marinera” e l’ha registrata nel database ufficiale della flotta marittima russa. La Russia ha reagito diplomaticamente, chiedendo ufficialmente agli Stati Uniti di sospendere le operazioni contro la nave, e ha inviato in zona un sottomarino e alcune navi militari, che però non erano presenti al momento del sequestro.

Sempre mercoledì, una seconda petroliera è stata bloccata dalle forze americane in acque internazionali nei Caraibi. Si tratta della M Sophia, registrata sotto bandiera panamense ma sospettata anch’essa di far parte della rete logistica che aggira le sanzioni, caricando petrolio venezuelano dal porto di Puerto José.

Il Comando europeo delle forze armate statunitensi ha diffuso fotografie dell’operazione sulla Bella 1, mentre il ministero dei Trasporti russo ha riferito di non avere più contatti con l’equipaggio dalla fine dell’intervento. Mosca ha criticato duramente l’accaduto, definendolo una “grave violazione del diritto internazionale”, sottolineando che “nessuno Stato ha il diritto di esercitare la forza su una nave registrata sotto la giurisdizione di un’altra nazione”. Il Regno Unito ha fornito supporto logistico e aereo, confermando tramite il ministero della Difesa che velivoli della Royal Air Force hanno collaborato all’operazione, a dimostrazione del coordinamento transatlantico su questo fronte.

L’episodio si aggiunge ai sequestri già compiuti dagli Stati Uniti nel dicembre scorso, quando due petroliere erano state bloccate al largo delle coste venezuelane, nel contesto del “blocco totale” contro il regime di Nicolás Maduro. Quest’ultimo, catturato nel fine settimana precedente in un’operazione complessa, è attualmente sotto processo negli Stati Uniti.

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L’articolo Sequestro di una petroliera russa nell’Atlantico: gli USA rafforzano la stretta contro la “flotta fantasma” proviene da Associated Medias.