di Mario Tosetti

Il governo italiano dice sì all’accordo Mercosur. Giorgia Meloni conferma la svolta a Parigi dopo le concessioni Ue su PAC e fondi agricoli, in contrasto con la linea francese

mercosurL’Italia rompe gli indugi e apre ufficialmente all’accordo tra Unione Europea e Mercosur. A sancire il cambio di passo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che appena arrivata a Parigi ha messo a verbale la nuova posizione del governo italiano. Una presa di posizione maturata mentre all’Eliseo era in corso la riunione dei cosiddetti “volenterosi”, e che segna una discontinuità rispetto ai mesi di prudenza e perplessità manifestati da Palazzo Chigi.

La decisione avvicina Roma alla linea sostenuta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ma accentua allo stesso tempo la distanza dalla Francia di Emmanuel Macron, da sempre contraria all’intesa commerciale con l’America Latina.

Le garanzie europee sulla Politica agricola comune

Alla base della svolta italiana ci sono le modifiche annunciate dalla Commissione europea sul futuro bilancio dell’Unione. Meloni ha espresso “soddisfazione” per la decisione di rivedere la proposta di quadro finanziario pluriennale, introducendo risorse aggiuntive destinate alla Politica Agricola Comune.

In particolare, dal 2028 saranno disponibili ulteriori 45 miliardi di euro per la PAC, una misura richiesta con forza dall’Italia e considerata essenziale per tutelare gli agricoltori europei nel contesto di una maggiore apertura dei mercati. Secondo la premier, questi fondi si aggiungono a quelli già stanziati lo scorso novembre per rispondere alle richieste del Parlamento europeo, rafforzando in modo strutturale il sostegno al settore agricolo.

Agricoltura al centro del compromesso politico

Per Meloni, l’intesa sulle risorse agricole rappresenta il punto di equilibrio che mancava. La conferma del livello attuale di finanziamento, unita a nuovi fondi, viene letta come una risposta concreta alle preoccupazioni espresse negli ultimi mesi dagli agricoltori italiani ed europei, timorosi degli effetti della concorrenza sudamericana.

In questa chiave, l’accordo Mercosur non viene più percepito come una minaccia unilaterale, ma come un negoziato che può essere accompagnato da strumenti di compensazione e protezione per i comparti più esposti.

Un segnale politico a Bruxelles

La presidente del Consiglio rivendica il risultato come frutto di una strategia di dialogo e fermezza portata avanti dal governo italiano. Secondo Meloni, il via libera italiano dimostra che la “linea di buon senso” sostenuta da Roma in difesa dell’agricoltura europea ha trovato ascolto a Bruxelles e può incidere sulle scelte di bilancio dell’Unione.

Il sì al Mercosur diventa così non solo una decisione commerciale, ma anche un messaggio politico sul peso dell’Italia nei negoziati europei che porteranno alla definizione del nuovo bilancio Ue.

Un accordo che divide ancora l’Europa

Nonostante la svolta italiana, l’intesa con il Mercosur resta un tema divisivo all’interno dell’Unione. La Francia continua a esprimere forti riserve, soprattutto per l’impatto sull’agricoltura e sugli standard ambientali, mentre altri Paesi vedono nell’accordo un’opportunità strategica per rafforzare i legami economici con l’America Latina.

La scelta di Roma contribuisce però a spostare gli equilibri del dibattito europeo. Con il sostegno dell’Italia, l’accordo Mercosur appare oggi più vicino, anche se il percorso verso la ratifica definitiva resta complesso e politicamente delicato.

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